In Sardegna uno studente di 18 anni è morto durante un lavoro estivo

Uno studente appena 18enne è morto sul lavoro nel nuorese. Aveva un lavoro estivo in una ditta di trattamento rifiuti: è stato colpito alla testa da un muletto in un’area di movimentazione. Formazione, applicazione delle norme di sicurezza, contratto, sono punti ancora da chiarire, secondo il sindacato.
Non era nuovo al lavoro estivo, di solito in ambito agricolo, legato al suo percorso di studi: frequentava infatti l’istituto agrario, doveva ancora fare la maturità, Fabrizio Pittalis, lo studente appena 18enne morto sul lavoro alle 6 del mattino in un impianto di trattamento rifiuti nel nuorese. Non proprio un lavoretto estivo. E’ stato colpito alla testa dalle forche del muletto guidato da un collega che non lo avrebbe visto, o non si aspettava fosse li. Il magistrato ha però ritenuto di non fare l’autopsia, domani già i funerali. Ma per i sindacati ci sono diversi punti da chiarire: se avesse o meno un contratto, innanzitutto. Alla cgil inizialmente è stato riferito che fosse assunto come addetto alle pulizie, poi come carico e scarico. Ruolo che richiede adeguata formazione e che vista la dinamica dell’incidente, insieme alla giovanissima età, lascia forti dubbi sia stata erogata, su regole di sicurezza essenziali per star in un’area movimentazione, uno dei luoghi più pericolosi con precise norme comportamentali, a iniziare che con mezzi in movimento si deve star distanti e visibili: l’azienda le ha applicate correttamente? Ammesso che sia il luogo idoneo dove far stare un giovanissimo senza esperienza. “Non capiamo perché un ragazzino di 18 anni, senza formazione specifica, possa essere stato adibito ad una mansione tanto delicata in uno spazio di movimentazione mezzi e merci – dice Domenica Moravera, segretaria Cgil Nuoro – Qui ci sono problemi anche legati ai contratti a tempo determinato: servono per tamponare le emergenze, ma le aziende spesso non praticano adeguata formazione”.
Articoli correlati


