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Ilva: a Taranto scenario apocalittico dopo la decisione dei giudici di chiudere l’area a caldo

28 luglio 2026|Valentina D'Amico
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Ex Ilva di Taranto, scenario apocalittico dopo la decisione dei giudici di chiudere l'area a caldo

Il terremoto scatenato dalla decisione della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto non blocca la vendita.
Si va avanti con un nuovo bando riperimetrato sull’area a freddo, ha detto oggi il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano ai sindacati, nell’incontro a Palazzo Chigi.
Da parte sua l’indiana Jindal Steel ha fatto sapere che l’interesse all’acquisto non è mutato.
Sarà necessario valutare però l’impatto sull’occupazione. La maggior parte dei lavoratori dello stabilimento tarantino lavorano nell’area a caldo.
I sindacati hanno indetto uno sciopero di 8 ore con azioni di mobilitazione e non transigono sulla nazionalizzazione, necessaria “per assumere il controllo delle decisioni industriali, programmare interventi ambientali, garantire investimenti e tutelare l’occupazione”.
Ma il Governo non ne vuole sapere. Stante così le cose “anche in presenza di una gestione pubblica, i problemi derivanti dalle decisioni giudiziarie sarebbero i medesimi” ha detto Mantovano.
Come se i problemi annosi di Taranto dipendessero dalle decisioni dei giudici.
“La verità è che la gestione dell’ex Ilva è stata un fallimento” attacca Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil che invoca “un piano straordinario di sicurezza nazionale”, perché “si comincia con l’Iva ma poi a rischio è tutto il sistema industriale di questo paese” ha detto
“Dal 2012 ben 12.000 dipendenti Ilva hanno perso il posto di lavoro” ricorda Maurizio Rizzo Striano, il legale che per conto dell’associazione Genitori Tarantini ha ottenuto l’ordinanza di chiusura dell’area a caldo. “Vittime – secondo Rizzo Striano – perché costretti a lavorare in ambienti contaminati. Colpevoli perché hanno delegato la tutela dei propri diritti a sindacalisti che hanno voluto la prosecuzione dell’attività a tutti i costi”.
Uno scenario apocalittico a Taranto.
Il Governo propone ai sindacati un confronto per tutto il mese di agosto con l’apertura immediata di un tavolo tecnico al Mimit, già a partire da martedì prossimo, con la partecipazione della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dei Ministeri interessati.

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