Stati Uniti. Come Donald Trump sfrutterà la violenza politica?

Stephen Marche è uno scrittore canadese che ha pubblicato un libro dal titolo “La prossima guerra civile”. In una intervista di qualche mese fa a Radio Popolare si chiedeva: “Ora gli Stati Uniti si trovano avanti a un bivio: sarà la violenza o la politica che determineranno il futuro del Paese”? E aggiungeva. “L’odio e la paura sono le armi migliori in mano a Donald Trump”. L’aggressione alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca si inserisce in questo clima di contrapposizione, di radicalizzazione della società degli Stati Uniti. Per il Tycoon – che alcuni credono un prescelto da Dio dopo che si è salvato dai colpi sparati da Thomas Matthew Crooks a Butler nel luglio del 2024 – il tentativo di sabato notte può essere sfruttato politicamente in un momento molto difficile per i suoi consensi.
Basti pensare a cosa ha fatto qualche mese fa dopo l’omicidio di Charlie Kirk, l’ondata censoria nei confronti degli oppositori, le accuse maccartiste contro i suoi critici. Allora era con il vento in poppa, senza freni. Adesso il momento è diverso, ma sono molti a pensare che a lui farebbe comodo in vista delle elezioni di Medio Termine quel caos, quell’odio e quella paura di cui parlava Stephen Marche. La Casa Bianca sta mettendo in atto una strategia per rendere più difficile il voto.
È di oggi la notizia che funzionari e investigatori dell’amministrazione Trump si sono sparsi per tutto il Paese, alla ricerca di documenti riservati, esercitando pressioni per ottenere l’accesso alle apparecchiature di voto e riesaminando casi di frode elettorale già respinti da tribunali e commissioni di controllo bipartisan. È chiara la volontà di preparare il terreno per tentare di dichiarare nulle in alcune contee o città con la scusa di brogli inesistenti, le elezioni di novembre. Un clima di tensione non farebbe altro che aiutare Trump nel suo tentativo. Per certi versi, per lui, la violenza politica è benvenuta. È il Signore del Caos, colui che alimenta le tensioni e le divisioni politiche che possono essere la chiave per mantenere il suo potere.
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