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Calcio e politica. In Spagna l’antifascismo vive nel nome del tifoso Aitor Zabaleta

26 aprile 2026|Luca Parena
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Calcio e politica. In Spagna l’antifascismo vive nel nome del tifoso Aitor Zabaleta. Real Sociedad

Al termine della finale di Coppa del Re, vinta ai rigori contro l’Atlético Madrid, i sostenitori della Real Sociedad, la storica squadra di calcio di San Sebastián (Donostia nei Paesi Baschi), cantano Txoria txori, inno della lotta contro la dittatura di Francisco Franco.
I calciatori hanno sollevato il trofeo davanti ai propri tifosi dopo averlo vestito con una maglietta della squadra. I colori “txuri urdin” (‘bianco e blu’ in lingua basca) sono quelli della Real. Il numero è il 12, quello che identifica chi dà forza, chi va ad aggiungersi agli undici giocatori in campo. Sulla schiena c’è un nome e l’ovazione del pubblico accompagna il momento in cui la maglietta di Aitor Zabaleta è portata in alto, insieme alla coppa.
Prima della partita, gli ultras della Real Sociedad gli avevano dedicato una grande coreografia.
Il volto di Aitor Zabaleta, da quasi 28 anni, è un simbolo del tifo basco e, più in generale, dell’antifascismo spagnolo.
Perché e chi era Aitor Zabaleta lo spiega Giovanni Giacopuzzi, già collaboratore di Radio Popolare e a lungo studioso dei Paesi Baschi.
“L’8 dicembre 1998 Aitor Zabaleta andò a Madrid con un pullman del primo club femminile di tifose della Real Sociedad – racconta Giacopuzzi – Fu ucciso da un neofascista del Frente Atlético, il gruppo ultras di estrema destra del tifo organizzato dell’Atlético Madrid. Aitor Zabaleta è diventato un simbolo della tifoseria della Real Sociedad, ma non solo: in diverse partite le tifoserie antifasciste espongono la scritta di ricordo “Aitor Zabaleta”.
La vittoria di questa Coppa del Re contro l’Atlético Madrid per la Real Sociedad “è una coincidenza della storia” commenta Giacopuzzi. I festeggiamenti e le dediche ad Aitor Zabaleta sono una testimonianza di come “la lotta contro il razzismo e la xenofobia negli stadi è una battaglia ancora da portare avanti”.

foto di @rszubieta_
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