Brigata Ebraica prima in testa al corteo e poi espulsa. Tutti gli errori nella gestione della piazza

La Brigata Ebraica espulsa dal corteo del 25 aprile a Milano è un fatto che non era mai accaduto e che non sarebbe dovuto accadere. Come è successo? La contestazione di migliaia di persone. E la gestione della piazza. Iniziamo da qui. La Brigata è stata fatta entrare nel corteo alla testa da parte della Polizia, prima perfino dei gonfaloni istituzionali. Non era previsto e lo spezzone quest’anno, con le associazioni ebraiche, gli ucraini, i sostenitori dello Scià di Persia, i giovani di Forza Italia, era molto più numeroso degli anni precedenti. Questa è stata la fotografia, per qualche minuto, della testa del 25 aprile, corredata da alcune bandiere di Israele.
La Brigata sarebbe stata contestata in ogni caso, succede tutti gli anni, ma questi fatti hanno accresciuto la tensione. Dopo che chi doveva stare davanti è riuscito a riprendere la posizione, il cordone della Polizia ha spinto indietro i contestatori facendo avanzare il corteo. Fino alla confluenza di via Senato, dove è stato fatto fermare. Minuti lunghissimi in cui il numero di contestatori è aumentato a centinaia, forse migliaia. A quel punto la piazza era ingestibile. Tra i fischi e le urla la Brigata è stata fatta uscire dal corteo, avviata verso la Questura e lì sciolta. E tra le proteste anche dei responsabili della Brigata stessa che sono andati a chiedere conto della gestione della piazza. Una cosa senza precedenti. Che non doveva succedere.
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