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Sindacati e imprese, tutti uniti contro il decreto lavoro del governo

16 aprile 2026|Massimo Alberti
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Sindacati e imprese, tutti uniti contro il decreto lavoro del governo

Il rapporto tra governo e mondo economico e produttivo si sta incrinando: l’ultima spia è quella del cosiddetto decreto primo maggio. Dopo le prime anticipazioni sui contenuti, un fronte unico di sindacati e imprese ha contestato le norme sulla contrattazione. E il governo ha dovuto fare marcia indietro.
Il decreto primo maggio è quello dove ogni anno il governo si ricorda che esistono anche i lavoratori. Qualche norma spot di cui presto ci si dimentica. Quest’anno la strada si è già complicata. Il governo avrebbe dovuto recepire la delega sui salari, quella nata per stroncare il salario minimo. Solo che nel frattempo non è stato fatto nulla. Nemmeno sull’altra parte della delega, quella sulla rappresentanza che doveva cercare di limitare i contratti pirata. Tema sentito, che già aveva visto uno scontro plateale con le imprese al tavolo sulle pmi,dove il governo aveva invitato associazioni datoriali non rappresentative e appunto firmatarie di contratti pirata.Il sottosegretario Durigon nelle interviste ha presentato un piano che andava nella direzione opposta, salvare anche quei contratti firmati da sindacati di comodo per abbassare il costo del lavoro. Il problema è che Durigon è l’ex segretario proprio di uno di quei sindacati, l’Ugl, firmatari di contratti come quello dei rider che i tribunali ritengono assimilabile a pirata. I sindacati vedono la lesione dei diritti dei lavoratori, le imprese concorrenza sleale. E così Uil, Cgil e stavolta pure la Cisl che ha preso le distanze, Confindustria, Confcommercio, hanno apertamente chiesto al governo di fermarsi in attesa di un accordo tra le parti. Altro segno forse che l’aria sta cambiando e tanti stan scendendo dal carro. Nel merito, nel decreto resta poco: il rinnovo di alcuni sussidi alle imprese per assumere giovani e donne,che visiti i dati si stanno rivelando inefficaci, nulla sul lavoro povero, forse quaklcosa sui rider, e non è una buona notizia: dopo il commissariamento di Deliveroo e Glovo, il timore è che le norme “fatte per non far scappare le imprese” dicono le indiscrezioni, possano entrare a gamba tesa sulle inchieste e sulla contrattazione in corso per portare i fattorini all’assunzione, come vorrebbe la direttiva europea che il governo deve recepire entro l’anno, peggiorando la situazione che potrebbe profilarsi.

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