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Sharm el-Sheikh. La tregua sognata. Ma senza diritti per i palestinesi non ci sarà mai la pace

13 ottobre 2025|Chawki Senouci
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Il vertice egiziano dovrebbe rafforzare  il cessate il fuoco. In questo momento è il desiderio  più grande per i gazawi. Ma la pace è ancora lontana per il popolo palestinese.

Il piano Trump non mira a salvare la Palestina. L’accordo Sharm el-Sheikh è soprattutto una lancia di salvataggio per quei leader occidentali accusati dalle loro opinioni pubbliche di complicità nel genocidio. Si fa sentire dentro i palazzi l’effetto delle manifestazioni oceaniche organizzate ogni settimana in tutto il mondo. E la foto opportunity non basterà a cancellare gli ultimi due anni.

Sharm el-Sheikh dovrebbe essere l’inizio e non la fine di un sogno per gli abitanti di Gaza, della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Ora la comunità internazionale si trova di fronte a una scelta cruciale. Emendare e integrare il piano Trump per un maggior coinvolgimento dei palestinesi in vista di un  processo di pace giusto che riconosca finalmente i loro diritti. Oppure continuare a decidere al loro posto, una vecchia pratica colonialista per liquidare ogni rivendicazione all’autodeterminazione di un popolo. Sarebbe un gravissimo errore, l’ennesimo. Perché prima o poi una nuova generazione di palestinesi ricorderà al mondo e a Israele che l’umiliazione non è una fatalità.

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