Seveso, 50 anni fa. La diossina, le malattie e le direttive sui disastri ambientali

Oggi sono 50 anni esatti dal disastro dell’Icmesa di Seveso, con la dispersione nell’aria di una nube tossica di diossina. Fu uno dei disastri ambientali più gravi d’Italia. Le conseguenze sulla salute degli abitanti sono ancora oggi allo studio degli esperti, tra le persone contaminate ci furono aumenti di malattie cardiovascolari e circolatorie. Qualche anno dopo, nel 1982, il Parlamento europeo emanò la cosiddetta direttiva Seveso che per la prima volta identificava gli impianti industriali a rischio e legiferava sulla prevenzione dei grandi incidenti legati a siti di quel tipo.
Gli audio originali dell’epoca.
Mancavano pochi minuti a mezzogiorno e mezzo, di un caldo sabato d’estate di 50 anni fa. Da pochi giorni Icmesa aveva deciso di aumentare la produzione di una sostanza impiegata per pesticidi e diserbanti, per andare incontro all’aumento della domanda. Questa novità comportava che l’ultimo ciclo settimanale, iniziato il venerdì, venisse lasciato in sospeso nel fine settimana per essere ripreso il lunedì successivo. Un’avaria del sistema portò ad un aumento spropositato della temperatura, che provocò la formazione di diossina, che si disperse poi nell’ambiente circostante con un’enorme nuvola tossica, che in poche ore si depositò sul terreno circostante. Icmesa minimizzò l’accaduto, nonostante i primi effetti fossero già visibili sull’ambiente e le persone. Solo una settimana dopo arrivarono le prime ordinanze restrittive per la popolazione e la conseguente evacuazione del paese. Seveso fu suddivisa in tre aree, nella zona più contaminata vennero demolite tutte le case e rimosso il primo strato di terreno. Negli anni numerosi studi scientifici dimostrarono come nella popolazione colpita ci furono aumenti di malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre che la crescita sospetta di malformazioni dei feti nelle donne incinte. Dal punto di vista processuale, l’amministratore delegato del gruppo fu condannato a pagare oltre 200 miliardi di lire di risarcimenti. Per il periodico Time Seveso è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia.
E dal disastro di Seveso nacquero anche battaglie politiche il cui impatto andò ben oltre il territorio colpito, trasformando la normativa ambientale a livello nazionale ed europeo. Damiano di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, intervistato da Virginia Platini.
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