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Se Sala pensa ai temi nazionali, i partiti del centrosinistra devono pensare a Milano

Il sindaco di Milano Beppe Sala

Il sindaco di Milano Beppe Sala nelle ultime settimane parla molto di questioni nazionali e poco del governo della città. Lo ha fatto anche nelle dichiarazioni e nelle interviste del fine settimana. L’interesse per le questioni nazionali è legittimo, ma mancano due anni alle prossime elezioni comunali e Milano non può permettersi un vuoto di governo e visione. C’è da occuparsi del trasporto pubblico di superficie ad esempio, mai così carente nella storia recente di Milano. Servirebbe ripristinare le corse tagliate da Atm, è una priorità perché le persone che utilizzano i mezzi pubblici sono arrabbiate per l’aumento dei tempi d’attesa e i mezzi stracolmi nelle ore di punta. Servirebbero interventi per la coesione sociale nelle periferie: a Corvetto, come a San Siro, tutti dicono che progetti sociali e culturali aiuterebbero anche sul fronte della sicurezza. Il caro-casa ha bisogno di interventi robusti per rallentare l’espulsione dalla città della classe media e dei giovani.

Milano attrae ancora chi vuole studiare, le iscrizioni alle università non calano, ma senza alloggi a prezzi abbordabili una decrescita sarà inevitabile. Lo sport di base fa fatica, le strutture comunali – come le piscine – vengono privatizzate, si attendono provvedimenti forti sulla mobilità sostenibile e il verde pubblico: troppe nuove riqualificazioni, ad esempio l’ex area verde vicino alla nuova fermata Vetra della M4, sono interventi con molto cemento e poco verde.

Sono tante le questioni che hanno bisogno di governo e visione. Va bene lanciare la provocazione sul terzo mandato dei sindaci, ma prima ancora bisogna riempire di buona politica quello da portare a termine. E i partiti del centrosinistra devono darsi una mossa per non lasciare vuoti nei quali si sta inserendo la destra, a suo modo.

  • Autore articolo
    Roberto Maggioni
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