Scuola, Mattarella avvisa Meloni: “No a barriere e ghetti, la scuola è integrazione”

La stretta attualità, comprese le idee del governo sugli alunni stranieri – il tetto di studenti stranieri per ogni classe – entra in maniera diretta e forte nel discorso di Sergio Mattarella durante l’inaugurazione dell’anno scolastico. E non poteva essere altrimenti: “La scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”, dice il Capo dello Stato, una frase accolta da un forte applauso partito dagli studenti seduti in prima fila ad ascoltarlo nel grande prato di Amatrice, dove è avvenuta l’inaugurazione. “La scuola deve includere, recuperare, ricostruire”, dice ancora il Presidente della Repubblica, che non ci gira intorno: definisce la scuola “la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati, deve stabilire legami, aiutare a non formare ghetti e a non alzare barriere”.
Con queste parole Sergio Mattarella indirettamente risponde ai propositi di remigrazione di Roberto Vannacci e, senza citare Giorgia Meloni, dà la sua opinione su ciò che la scuola nel rapporto tra alunni italiani e alunni, nati in Italia e figli di genitori stranieri, deve essere. Una risposta a chi, come la presidente del Consiglio, propone di creare limiti di ingresso nelle scuole per i bambini di origine straniera, sapendo che è difficilmente realizzabile, come dicono gli stessi presidi, facendolo però per pura propaganda, per continuare a tenere alta la bandiera della difesa degli italiani, mettendo i bambini e le famiglie le une contro le altre. Il provvedimento che giovedì arriverà in Consiglio dei Ministri sarà probabilmente un disegno di legge. Un decreto non avrebbe motivi di urgenza. Un disegno di legge, che viste le elezioni che ormai quasi tutti danno vicine, difficilmente arriverebbe all’approvazione dei due rami del Parlamento, ma che serve alla destra per rincorrere Vannacci e le sue idee.
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