Approfondimenti

Scontro tra due treni in Puglia

Ventisette morti (di cui sette dipendenti dell’azienda) e 50 feriti, ma il dato non è ancora definitivo. E’ il bilancio parziale dello scontro frontale tra due treni di linea delle Ferrovie Nord Barese (Ferrotranvia spa), avvenuto tra Andria e Corato. Lo ha affermato il presidente della provincia di Andria Francesco Carlo Spina. Ancora non sono concluse le operazioni di ricerca di vittime e superstiti. Le vittime accertate sono un pendolare di origini marocchine, un macchinista e un funzionario di polizia.

Lo scontro è avvenuto in piena campagna, nell’unico tratto ferroviario della zona. In quella tratta, la ferrovia si riduce ad un solo binario. Ancora si cerca di capire come sia potuto avvenire questo incidente. Per ora le prime ricotruzioni parlano di “errore umano”, anche se non può certamente essere solo responsabilità dei macchinisti. Non ci sono ancora versioni ufficiali. probabilmente non ha funzionato un semaforo: uno dei due treni doveva fermarsi in uan stazione, invece ha proseguito il suo viaggio, scontrandosi a velocità sostenuta con l’altro convoglio.

Quello che finora è emerso è che in quella zona le comunicazioni tra caistazione e macchinisti sono solo via cellulare, senza altra strumentazione. La parte con un unico binario si sviluppa per 70 chilometri da Bar-Fresca San Girolamo e Ruvo-Buvetta.

Sul luogo dell’incidente sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco provenienti da Bari, Barletta e Corato, numerose ambulanze del 118, carabinieri, polizia municipale di Andria e gli agenti della polizia ferroviaria del Compartimento di Puglia e Basilicata.

“Non ci fermeremo finché non sarà fatta chiarezza”, ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, che ha espresso il “cordoglio” per le vittime del disastro. Sul treno viaggiavano soprattutto studenti e pendolari. Il Ministrod ei trasportiDelrio ha promesso di aprire una commissione d’inchiesta per capire le dinamiche dell’incidente.

La nota della Regione Puglia

La Protezione civile regionale si è attivata subito e il sistema dei soccorsi sta funzionando e gestendo l’estrema emergenza e gravità della situazione. Sono ancora in corso le operazioni di recupero di tutti i passeggeri. Sul posto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, insieme all’assessore regionale alla Protezione civile, Antonio Nunziante, l’assessore ai Trasporti Gianni Giannini, presidente del comitato permanente di Protezione civile, Ruggiero Mennea, alla responsabile del servizio di Protezione civile regionale, Lucia Di Lauro, e al capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, Claudio Stefanazzi. Sul posto sono attesi il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, e il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia Giovanni Gorgoni sta coordinando dall’ospedale di Andria le operazioni di soccorso, assistenza sanitaria, e assistenza psicologica ai familiari. A tale proposito si precisa che è priva di fondamento la notizia della necessità di personale medico, paramedico, nonché di presidi medici. Il capo dipartimento Mobilità della Regione Puglia Barbara Valenzano ha attivato un coordinamento presso l’assessorato. È stato installato sul posto, a cura del servizio 118, un Punto medico avanzato.

L’avviso sulla pagina Facebook della Regione:

Serve sangue per i feriti dell’incidente ferroviario, soprattutto del gruppo 0 positivo. Il centro trasfusioni di Andria rimarrà appositamente aperto anche nel pomeriggio! ‪#‎accorrete‬ ‪#‎urgente‬ [ASL BAT, via Istria n. 1 – Andria. Tel. 0883 299267]

 

https://twitter.com/alfonsodemasi/status/752845166919188481

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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