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Sánchez sfida la destra. La Spagna al voto anticipato dopo le manifestazioni sulla casa

05 ottobre 2026|Giulio Maria Piantadosi
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Sánchez ANSA

Pedro Sánchez ha deciso di convocare elezioni anticipate. La Spagna andrà alle urne domenica 29 novembre. L’annuncio è arrivato con un messaggio del leader socialista alla nazione.
Una scelta, quella di andare subito alle urne, che molti davano per scontata dopo la bocciatura del decreto sulla casa, che ha generato un profondo malessere nella società spagnola. Malessere evidenziato dalle imponenti manifestazioni convocate sabato dal sindacato degli inquilini. E che ora Sánchez vuole cavalcare per ribaltare le previsioni che danno una schiacciante vittoria della destra.
Sánchez ha giustificato la decisione di tornare alle urne con la necessità di una maggioranza progressista “molto più ampia”. Sánchez ha ammesso che una parte dell’elettorato di sinistra è insoddisfatto. E ha riconosciuto errori del proprio governo, insieme a ingiustizie ancora da correggere. Poi l’attacco all’opposizione: la peggiore della storia democratica, accusata di aver bloccato misure utili al paese. Il bivio per gli spagnoli, secondo Sánchez, è netto: un governo per la maggioranza sociale o una coalizione di destra radicale che vuole solo smantellare i diritti conquistati in otto anni.
Ora l’obiettivo di Sánchez è mantenere alto il dibattito pubblico sui temi sociali. Domani il Consiglio dei Ministri approverà di nuovo il decreto sulla casa. L’obiettivo è farli convalidare dalla Commissione Permanente del Parlamento, l’organismo che resta in funzione dopo lo scioglimento delle camere. Lì il voto degli indipendentisti catalani di Junts non è decisivo, e il decreto sulla casa potrebbe passare con il sì del resto della maggioranza di Sánchez.
Intanto l’anticipo ha colto di sorpresa i partiti alla sinistra dei socialisti. Il partito della ministra del lavoro Yolanda Díaz ha annunciato che il 17 ottobre presenterà una nuova formazione che si chiamerà Frente Amplio. Podemos, la formazione di Pablo Iglesias, ha rilanciato l’idea di primarie aperte e congiunte, con date precise: 14 e 15 ottobre. Insomma, a sinistra la situazione è ancora in evoluzione.
Dall’accampata della Plaza del Sol il sindacato degli inquilini crede che è l’occasione per trasformare il tema del diritto alla casa nell’asse centrale della campagna elettorale.
E per questo considerano che lo sciopero generale per il diritto alla casa sarà chiave per determinare il risultato delle urne. Il movimento ha già annunciato che sarà a novembre. I sindacati confederali sono disposti a convocarlo ma bisognerà prima superare gli ostacoli legali che in Spagna impediscono uno sciopero per le rivendicazioni economico-sociali generali.

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