Brasile. Si va al ballottaggio, ma verso destra: Bolsonaro supera Lula

Come era già mente previsto, i brasiliani sceglieranno il prossimo presidente solo al secondo turno del 25 ottobre. Il risultato della prima chiamata alle urne conferma quanto si era già visto precedentemente. Il Brasile è spaccato politicamente tra nord e sud, tra poveri e poverissimi da una parte e ceti medi e ricchi dall’altra. Lula senz’altro è stato la bandiera degli ultimi nei suoi tre mandati, ma senza mai aggredire i meccanismi profondi dell’esclusione.
Bolsonaro, invece, rappresenta la parte peggiore della società brasiliana, quella che considera la democrazia soltanto come una delle possibili forme di governo. Il vero punto è che la destra storica è stata rimpiazzata da un clan familiare coinvolto in mille processi per i più svariati reati, compreso il tentativo di colpo di Stato, e dall’altra parte la forza trainante della sinistra di Governo è andata man mano scemando insieme all’invecchiamento delle sue proposte. Si parla di voto “castigo” perché Lula non ha saputo interpretare quanto l’inflazione erodesse il reddito dei più poveri e la partita potrebbe non essere chiusa soltanto se una parte di chi non ha votato al primo turno di 30 milioni di persone ci ripensasse. Più un miracolo che una probabilità.
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