Rosellina Archinto, innovatrice nell’editoria per ragazzi e protagonista della cultura

Che “ai bambini si possano dare anche libri belli” può sembrare oggi un’osservazione di buonsenso educativo. Ma all’inizio degli anni ‘60 rappresentava una vera rivoluzione culturale. In Italia, in quegli anni, i bambini leggevano raccontini moralistici da sussidiario o polverosi classici, tradotti e illustrati in modo datato. Fu Rosellina Archinto a introdurre in Italia testi e illustrazioni che riscattarono dall’Ottocento i libri italiani per l’infanzia. Genovese, laurea in Economia e Commercio a Milano, studi americani alla Columbia, Rosellina Archinto fonda nel 1963 la Emme Edizioni, seguendo i consigli di amici come Giangiacomo Feltrinelli, chiamando grandi nomi dell’illustrazione internazionale come Sendac, Ungerer, Mordillo e lanciando futuri maestri come Munari o Luzzati. Nel frattempo, dal matrimonio con Alberico Archinto (di cui manterrà il cognome) nascono cinque figli, primi destinatari dei suoi libri. Negli anni ‘80, rimasta vedova, vende la Emme Edizioni, divenuta troppo impegnativa, ma fonda quasi subito la Rosellina Archinto Editore, focalizzandosi sui grandi epistolari letterari, come quelli di Rilke, Proust, Malerba. Intanto, pubblica per 10 anni la rivista “Leggere”.
Compagna per quasi 40 anni di Leopoldo Pirelli, apre la propria casa milanese a intellettuali e artisti, fra cui Pollini, Abbado, Marcuse e Inge Feltrinelli. Si impegna in politica e nel 1990 viene eletta come indipendente nelle liste del PRI. Nel 1999 torna ai libri per bambini e fonda la BabaLibri con la figlia Francesca, in coedizione con la francese L’école des loisirs. Nel 2003, cede la Rosellina Archinto Editore al gruppo RCS, ma la ricompra 20 anni dopo, per “tornare a fare libri a modo suo”. Instancabile protagonista della cultura, ha presieduto istituzioni in campo teatrale e museale, fatto parte delle giurie letterarie e, fra i molti riconoscimenti, è stata insignita dell’Ambrogino d’Oro e della Legion d’Onore.
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