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Meloni in un’intervista al New York Times getta la maschera su cosa pensa del Ventennio

21 agosto 2026|Michele Migone
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Meloni ANSA

Le risposte che interessano di più il pubblico statunitense sono quelle sul suo rapporto con Donald Trump, ma nella lunga intervista ritratto che il New York Times le ha dedicato, emerge una Giorgia Meloni che, forse per la prima volta dopo questi anni al potere, non ha più il timore di fare del revisionismo storico sul ventennio fascista, dando vita così, su uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo, a un’operazione finalizzata al consenso di quell’elettorato nostalgico che ora guarda più a Roberto Vannacci che a lei. La prima parte del colloquio è dedicata a Donald Trump. Meloni non nasconde certo lo scontro, le divergenze, afferma che forse lo sentirà dopo l’estate. Rapporto congelato, non chiuso. Ricorda che né lei né l’Italia mendicano per parlare con alcuno. Chi firma l’intervista, Roger Cohen, per anni corrispondente da Roma, sottolinea con eleganza questo suo sovrapporre se stessa e la Nazione, il termine che usa sempre la presidente del consiglio. Il suo sovranismo si afferma nell’idea di una rivoluzione dell’orgoglio italiano, nella riconquista di una credibilità internazionale, di cui lei sarebbe la vera espressione. L’articolo sottolinea la sua continua ambiguità sul fascismo, ma in questa intervista Giorgia Meloni fa un passo in più. Parlando del Ventennio dice: “Chiaramente, se guardiamo a questa storia oggi, è una cosa. Se l’avessimo vista stando nel mezzo di quegli eventi, probabilmente l’avremmo percepita diversamente, no?”. Operazione revisionista, esplicita, che si accompagna, qualche riga più in là, alla solita sua lettura vittimistica del neofascismo negli anni di piombo. C’è spazio anche per un attacco alle femministe e all’opposizione. C’è una chiara soddisfazione per diventare – tra poco, in settembre – la più longeva capo di governo della storia repubblicana. Cohen le chiede come la faccia sentire questo traguardo: “Penso a tutti quei ragazzi che, dopo la mia morte, un giorno diranno: “Mamma mia, questo pomeriggio devo studiare Giorgia Meloni” – risponde ridendo. Una donna, una nazione.

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