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Rogoredo, cancellati i dati dal telefono cellulare sequestrato mesi fa a Mansouri

22 febbraio 2026|Roberto Maggioni
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Polizia. Rogoredo, cancellati i dati dal telefono cellulare sequestrato mesi fa a Mansouri

Abderrahim Mansouri aveva due telefoni cellulari. Uno è stato ritrovato a terra vicino al suo corpo a Rogoredo la sera del 26 gennaio, l’altro gli era stato sequestrato mesi fa dai poliziotti del commissariato Mecenate di Milano con l’accusa di ricettazione. Oggi quel telefono è nelle mani degli investigatori, ma completamente azzerato, senza dati. Anche su questo sta indagando il pm Giovanni Tarzia.
Per quel telefono sequestrato mesi fa Mansouri aveva esibito una fattura d’acquisto per respingere l’accusa di ricettazione e a seguire il caso c’era già l’avvocata Debora Piazza, oggi legale della famiglia insieme al collega Marco Romagnoli. Il dissequestro del telefono cellulare era stato disposto a metà gennaio, due settimane prima dell’uccisione di Mansouri, ma non era mai tornato nelle mani del suo proprietario. Ora quel telefono è agli atti delle indagini, ma sarebbe stato riconsegnato completamente azzerato. I dati del telefono, come foto e video, sarebbero stati rimossi. Il sospetto è che in quel telefono potessero esserci immagini compromettenti per il poliziotto indagato per omicidio volontario, Carmelo Cinturrino, sul cui conto stanno emergendo denunce di richieste di soldi e droga come pizzo agli spacciatori stranieri di Rogoredo e del Corvetto, e coperture per quelli italiani. Toccherà ai periti del Tribunale tentare di risalire ai contenuti di quel telefono. La storia di questo secondo cellulare sequestrato mesi fa a Mansouri fa pensare a una conoscenza allargata delle operazioni borderline fatte da Cinturrino e potrebbe allargare le indagini ad altri colleghi, che potrebbero aver taciuto sulla condotta del poliziotto.

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