Rock, ceneri, “pace selvatica”, “lucerna del mondo”

Non mi rassegno a che la Milano snaturata da superricchi e B&B lasci morire di freddo otto senza tetto in pochi giorni. Non mi rassegno a una premier double face che in Parlamento indica in “due popoli, due stati” la soluzione per il Medio Oriente e poi manda Tajani al Board for Peace del sodale Trump facendo finta di non sapere che il comitato di immobiliaristi è la pietra tombale sull’autodeterminazione dei Palestinesi. Né mi rassegno alla “resistibile leggerezza” di opposizioni che non sanno unirsi su un programma credibile di risposta ai bisogni del Paese e si fan dettar l’agenda da una maggioranza spregiudicata e molto più brava di loro nelle contese verbali, padrona della Rai e nemica dei giornali (ha tolto gli sgravi fiscali sulla carta). Per chi non si rassegna a esempi fatti e innumerevoli altri con cui la destra ogni giorno stordisce l’opinione pubblica, l’impegno è di cercare occasioni che mostrino come resistere allo scoramento, levar la voce, cambiare. Ecco in pochi giorni due opportunità: una di vasta portata; l’altra circoscritta ma esemplare d’una grande forza che può animare donne e uomini, ispirare il cambiamento: il femminile. La prima: gli U2 han lanciato 5 nuove canzoni «di sfida e sgomento e di lamento», perché «cose terribili sono normalizzate ogni giorno in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad aver fiducia nel futuro». I brani parlano di persone le cui vite son state brutalmente stroncate in Usa, Israele, Iran e sono accompagnati dai versi di Yehuda Amichai, poeta israeliano (1924-2000), letti anche da Leone XIV a Natale: parla di «una pace selvatica», che sia cioè «come fiori selvatici, / all’improvviso nell’urgenza del campo» non sterili invocazioni. Quanto all’altra opportunità, circoscritta ma non meno efficace, viene da un libro da leggere: La lucerna del mondo, di Michela Musante, Àncora editrice: “profili di donne da Andromaca ad Anna Achmatova”. Sono pagine di genialità drammaturgica in cui emerge la multiforme potenza rigeneratrice del femminile che riflette, cerca sé, relazioni, incontri, dialogo, accoglienza, sentimento, pensiero altro, immaginazione, mistero, capacità di contenimento e mediazione, passione, gratuità. In breve: una realtà non vista o negata in molti modelli correnti politici, ideologici, culturali e visioni del mondo conformate su un potere limitato al maschile. Il titolo del libro è tratto dal Paradiso di Dante (I, 37-38): «Surge ai mortali per diverse foci / la lucerna del mondo», cioè il sole, emblema de “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. A pensarci l’iniziativa degli U2 lanciata nel mercoledì delle ceneri (Days of Ash è il titolo dell’EP della band) è un’eco di quell’”amor”. Con la Quaresima ci si cosparge appunto il capo di cenere in segno di contrizione per errori, protervie, ingiustizie, s’iniziano 40 giorni di deserto interiore, penitenza, riflessioni, ravvedimenti, determinazione a cambiar vita davvero. Insomma, una prospettiva altra rispetto a tante oggi dominanti che recano in sé il principio della loro fine fondate come sono su: univocità, espulsione dell’altro, interessi, pretese di dominio, vuoti ideali riempiti da campagne elettorali permanenti. La “lucerna” per uscire dalla notte è a portata di ognuno. Basta volere il nuovo giorno e condividerlo, in umanità.
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