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Rivolta dei profughi, scontri a Idomeni

Più di 260 migranti sono rimasti feriti dopo gli scontri con la polizia macedone al confine tra Grecia e Macedonia. Alcuni migranti del campo di Idomeni avevano cercato di forzare la barriera di filo spinato che segna la frontiera. Gli agenti macedoni hanno risposto con i gas lacrimogeni e anche con proiettili di gomma.

La notizia dei feriti è confermata dagli operatori di Medici Senza Frontiere e da altre organizzazioni umanitarie che lavorano nel campo di Idomeni, dove ci sono circa 12-15 mila persone, bloccate dopo la chiusura dei confini sulla rotta balcanica.

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Questa settimana la Grecia ha ripreso la deportazione in Turchia di migranti che non hanno i requisiti per chiedere asilo. Nelle scorse ore era girata la voce che la frontiera con la Macedonia sarebbe stata riaperta.

A Idomeni i profughi già da sabato si erano ritrovati sommersi dal fango. Nel campo basta poco: un forte temporale primaverile ha riportato indietro di diverse settimane la tendopoli.

Con la pioggia il campo è ritornato ad essere una conca di fango e di umidità. La gente aveva steso al sole le coperte che fungevano da verande davanti alle piccole tende e capanne malferme. Tutto da rifare: ora le coperte sono inzuppate, inservibili anche per ripararsi dalle temperature rigide che sono tornate ad incombere sul campo e a minacciare la popolazione di malattie respiratorie e da raffreddamento che qui possono diventare gravi.

Le foto che trovate in questa pagina sono state scattate da Claudio Gherardini e documentano una delle vergogne di questa Europa.

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