Il futuro di Salvini passa da Pontida. I nordisti chiedono il “commissariamento” del Capitano

Quanto Matteo Salvini potrà reggere ancora al fuoco amico del fronte nordista non è dato saperlo. Al momento, il segretario federale prova a rispondere colpo su colpo all’offensiva nei suoi confronti, schierando i suoi fedelissimi per coprirgli le spalle. Ma gli attacchi si fanno sempre più frequenti e pesanti, e l’ipotesi di un suo passo indietro ormai viene esplicitata senza remore. Che Salvini sarà ancora a capo della Lega alle prossime elezioni politiche non è più una certezza. Il vento del Nord soffia sempre più forte, e chiede un cambio di rotta netto, anche a costo di commissariare il suo Capitano. All’orizzonte, c’è un appuntamento dal quale Salvini rischia di non passare indenne. Pontida, 20 settembre. Sul simbolico prato bergamasco potrebbe andare in scena la contestazione pubblica al leader. Una sorta di notte delle scope 2.0, come fu nell’aprile del 2012 il raduno organizzato da Roberto Maroni a Bergamo, che di fatto segnò la fine dell’era di Umberto Bossi alla guida della Lega. O potrebbe essere un flop di presenze, che ugualmente sarebbe un segnale di sfiducia nei confronti di Salvini. Gli organizzatori territoriali della kermesse leghista lamentano la scarsezza di militanti disponibili ad impegnarsi nella preparazione dell’evento, perché delusi dalle politiche nazionaliste del segretario. Dal Piemonte al Friuli, passando per una Lombardia ormai totalmente fuori dal controllo salviniano, la base leghista è in subbuglio e pensa a un commissariamento del capo. Che, se non riuscirà a far risalire la Lega nei sondaggi, potrebbe essere messo da parte a breve. Altro che ritorno al Viminale, il rischio per Salvini di ritrovarsi senza più nulla è concreto.
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