Ferragosto, Europa, radici cristiane, Meloni: brutto sogno di mezza estate

Meloni non sa di cosa parla o dice bugie (o ha entrambe le doti) quanto a religione. È imbarazzante per una leader che dall’inizio del Governo e ai raduni di Vox (la destra spagnola nemica di Sanchez) ha proclamato d’essere “donna, cristiana, madre”. Domenica la premier ha giustificato la politica antimigranti con la difesa delle “radici cristiane” dell’Europa in un’alleanza inedita con l’omologa danese Frederiksen socialdemocratica (il clericalismo, asservimento della fede a logiche di potere, non ha bandiere). Il post delle due leader è della settimana di Ferragosto, ricorrenza in cui i cattolici, oltre alle ferie, festeggiano l’Assunzione di Maria, Madre di Gesù, in cielo: anima e corpo. La Chiesa dal 1950 ha integrato la visione “al maschile” (Padre, Figlio, Spirito Santo) con l’elevazione della donna – nell’esemplarità di doti intrinseche: accoglienza, condivisione, creatività, affettività, sentimenti – a fondamento di spiritualità e prassi del cristiano; un messaggio di speranza, di vittoria della vita sulla morte dopo l’immane tragedia della guerra mondiale. Jung, psichiatra, protestante (non tenero quindi col culto mariano) definì l’evento il «più rilevante della storia del cristianesimo dai tempi della Riforma». È problema di Meloni la coerenza tra vita personale e valori che dice di difendere. Ma come Capo di Governo, anche di chi non l’ha votata e non si riconosce nella destra, ha comportamenti impropri e riprovevoli se usa categorie religiose per giustificare o camuffare scelte di parte, opposte ai valori spirituali. Vale in politica estera e interna. Se davvero Meloni donna e cristiana tenesse alle radici evangeliche, nel governo avrebbe messo al centro persone, prevenzione, cura, dignità di chi lavora; quindi: non il Decreto Caivano che non aiuta minori e famiglie ma riempie le carceri, scuole di recidività; sì a: asili nido; case; politiche per giovani; educazione affettiva a scuola. E a livello internazionale si sarebbe spesa per fermare in Cisgiordania i coloni. Invece s’è battuta per evitare sanzioni a Netanyahu per Gaza e lascia che in Terra Santa, in nome di millenarismi che sfigurano e mettono a rischio pregnanza biblica ed Ebraismo nel mondo, gruppi di fanatici violenti sostenuti da Bibi che sopravvive se la guerra è permanente distruggono nei Palestinesi l’idea stessa di umanità: uccidono persone, avvelenano pozzi, rapinano campi, demoliscono case, scuole, moschee. Un gran lavoro politico aspetta l’Europa dopo Ferragosto. C’è fior di materia per riprendere le vere sorgenti ispiratrici dei Padri Fondatori (origini giudaico-cristiane, pensiero filosofico classico, diritti e doveri, laicità, giustizia sociale), per affrontare, senza infingimenti, ideologie, rincorse ed emulazioni di apprendisti stregoni che alimentano e cavalcano paure e angosce, i problemi veri di umanità, solidarietà, sviluppo sostenibile (vedi canicola e fonti energetiche!), per improntare ogni scelta al rispetto dell’altro, chiunque sia. Un brutto sogno d’una notte di mezz’estate dunque il post farlocco Meloni-Frederiksen; una commedia, se non adombrasse una tragedia: il grido d’un mondo (quello di chi viene da lontano, ma anche il nostro) che chiede ascolto, dignità, giustizia, futuro, fine delle guerre, degli interessi che le sostengono, onestà intellettuale, senso del bene comune, spirito di servizio in chi fa politica. Le crisi vanno affrontate insieme. Senza solidarietà non c’è futuro per nessuno. Neanche per chi oggi tycooneggia, respinge e nega la realtà.
Articoli correlati


