Approfondimenti

La terza fumata nera per il Quirinale, la trattativa per le nuove regole per i casi di COVID a scuola e le altre notizie della giornata

Enrico Letta Salvini Meloni ANSA

Il racconto della giornata di mercoledì 26 gennaio 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Terza fumata nera per il Quirinale, ma domani il quorum si abbassa a 505 voti e la notte della lunga trattativa è appena iniziata. I dati ufficiali sul contagio a scuola tardano ad arrivare, ma le Regioni hanno chiesto al governo nuove regole per la gestione dei casi nelle scuole e la trattativa è ancora aperta. Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha chiesto all’Ispettorato nazionale del lavoro di inviare gli ispettori nell’azienda di Napoli che ha pubblicato un annuncio di lavoro, solo per donne, chiedendo una foto a figura intera in costume da bagno. Il Comune di Torino ha bisogno di 600 giovani per l’Eurovision e li sta cercando a costo zero, senza neanche un rimborso spese. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

La lunga notte delle trattative. Da domani basteranno 505 voti per il Quirinale

(di Anna Bredice)

La riunione “a pane e acqua”, come l’hanno subito chiamata, proposta ieri da Enrico Letta è rimasta lettera morta al momento. Troppo presto per un conclave di tutte le forze della maggioranza, non è ancora il momento del candidato condiviso. Ma ciò che è riuscito in qualche modo a Letta oggi è stato aver stoppato la candidatura della presidente del Senato Casellati, con la minaccia a tutti quelli nel suo schieramento che avrebbero potuto votarla di fare attenzione, perché il governo un minuto dopo sarebbe potuto saltare visto che la maggioranza si sarebbe spaccata. Un messaggio forse a Conte che fino a ieri rivendicava di poter dialogare anche con Salvini e ad aiutare Letta è intervenuto Grillo che ha chiesto in sostanza a Conte di andare avanti a cercare altre soluzioni condivise, lasciando Draghi a Palazzo Chigi. Ma nel centrosinistra l’altra notizia di oggi è l’insofferenza che inizia a trasparire e che ha avuto un nome nello spoglio, Sergio Mattarella. 125 voti che non sono solo dei Cinque Stelle, questi sono i più naturalmente e lo rivendicano anche.
Insofferenza e preoccupazione per lo stallo, la richiesta di fare presto, con un nome che dia stabilità: così si traduce il nome di Mattarella votato non solo dai grillini, ma anche da alcuni del PD, a quanto pare, quell’area, la sinistra di Provenzano forse e di Orfini, a cui non piace l’ipotesi Casini al Quirinale. Tra poco si vedono gli elettori del PD, a loro Letta deve fare un nome da votare domani, dal PD nessuna conferma di un incontro con Salvini, ma da qui alle undici domattina con il quorum a 505 la notte è lunga.

Verso nuove regole per la gestione dei casi di COVID a scuola

(di Diana Santini)

La settimana scorsa i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione relativi al numero di classi in quarantena, in didattica a distanza e in didattica mista erano stati diffusi di mercoledì, in polemica con quelli ben più allarmanti forniti dai presidi, ed erano relativi alla settimana precedente. La percentuale di classi completamente in Dad era del 6,6%. Questa settimana però il Ministero dell’Istruzione non dispone ancora di dati consolidati, e dunque per sapere come è andata nelle scuole la settimana scorsa dovremo aspettare ancora qualche giorno. Col rischio di fotografare una situazione vecchia di dieci giorni.
Per ora solo Piemonte e Provincia Autonoma di Trento hanno reso pubblici i dati della settimana scorsa: qui, in 7 giorni, le classi in quarantena sono aumentate di due volte e mezzo.
Se l’alto numero di quarantene dipende in parte dall’alto numero di contagi (la fascia 10-20 anni è l’unica che non conosce per ora flessione nella curva dei nuovi casi), un ruolo non indifferente giocano anche le regole, più stringenti che nel resto della società. Le Regioni hanno chiesto un alleggerimento e una semplificazione, lo stesso hanno fatto gli istituti, si attende nel merito il parere del CTS.
L’estensione della didattica mista, vaccinati in classe non vaccinati a casa, dicono dal Miur che difficilmente sarà estesa alle scuole elementari e alle medie inferiori: troppo complicato, spiega la sottosegretaria Barbara Floridia, organizzare lezioni fruibili sia in remoto sia in presenza per i più piccoli. Indiscrezioni danno per bocciata anche l’ipotesi di mandare a scuola i positivi asintomatici. Su tutto il resto la trattativa è aperta: numero di casi dopo cui scattano le quarantene, durata delle stesse anche alla luce dello stato vaccinale, tamponi per il rientro sì o no. Non tutte queste queste decisioni possono poi essere prese tramite una circolare, alcune potrebbero richiedere la convocazione di un consiglio dei ministri, improbabile a stretto giro.

Il Comune di Torino cerca 600 giovani a costo zero per l’Eurovision

(di Rita Rapisardi)

Nuovo evento, nuova ricerca di lavoratori gratis. Ora spetta all’Eurovision trovarne. Il festival musicale internazionale, che a maggio 2022 avrà luogo a Torino, ha bisogno di 600 giovani a costo zero. Il comune della città piemontese, guidata dal sindaco del PD Stefano Lo Russo, cerca giovani maggiorenni al di sotto dei 30 anni, come supporto all’organizzazione. Accoglienza, informazioni sulle sedi turistiche, gestione dei flussi e servizi al pubblico: i volontari saranno chiamati dal 1° aprile al 20 maggio, un periodo diviso in quattro turni, di cui si dovrà dare disponibilità minimo per tre per essere selezionati. In pratica almeno un mese di reperibilità a zero spese. Gli unici benefit previsti sono infatti biglietti per il trasporto pubblico, buoni pasto e uniformi di riconoscimento. Nessun rimborso spese o accomodation per chi non è residente.


A gestire la selezione dei volontari è da sempre la GxT, Giovani per Torino, che nella sua pagina web di “opportunità di volontariato per grandi eventi”, ne elenca numerosi. Dalle Atp Finals di tennis, al Salone Internazionale del Libro: tutti cercano volontari. Per le Olimpiadi del 2006 furono oltre 20mila, per Expo Milano, circa 10mila. Risparmiare è una priorità per i comuni che rischiano indebitamenti per anni.

 A finanziare principalmente l’Eurovision sono infatti i contributi dei Paesi partecipanti, circa 6,2 milioni di euro. Mentre la città ospitante deve coprire le spese del marchio, degli eventi collaterali e della sicurezza. Il costo finale, guardando anche le passate edizioni, si aggirerà per Torino tra i 10 e 20 milioni. Insomma visibilità sì, ma a perdere, e allora dove si punta a risparmiare? Naturalmente sul costo del lavoro.

8 detenuti si sono suicidati in carcere nei primi 26 giorni del 2022

Nei primi 26 giorni del 2022 8 detenuti si sono suicidati in carcere. Il più giovane aveva 22 anni ed era rinchiuso a Brindisi, il meno giovane era un 46enne ed era detenuto nella prigione di Monza. Un numero allarmante denunciato dall’associazione Antigone. Patrizio Gonnella ne è il presidente:


 

Foto in costume per un posto da receptionist: interviene l’Ispettorato nazionale del lavoro

Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha chiesto all’Ispettorato nazionale del lavoro di inviare gli ispettori nell’azienda di Napoli che ha pubblicato un annuncio di lavoro, solo per donne, chiedendo una foto a figura intera in costume da bagno o similari. La Medial Service, questo il nome dell’azienda, per un ufficio del centro direzionale di Napoli cercava una receptionist donna – e già questo renderebbe illegale l’annuncio, che deve essere rivolto ad ambosessi – con un carattere solare e di bella presenza, chiedendo poi la foto in costume. Stipendio offerto: 500 euro per 24 ore settimanali, circa 5 euro l’ora. Dopo le prime proteste l’annuncio è stato corretto togliendo la richiesta. Ma non eviterà probabilmente la visita dell’ispettorato.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Oltre 167mila i nuovi casi di COVID in Italia. Resta ancora molto alto il numero dei morti, oltre i 400, 426. Calano di 36 i posti letto occupati nei reparti ordinari, stabile al 30% il tasso di occupazione, e calano di 26 i posti letto occupati in terapia intensiva. Il tasso di occupazione si avvicina al 17%.
Fonti del governo intanto hanno confermato che sarà tolta la scadenza al Green Pass per chi farà la dose booster. Una decisione necessaria per armonizzare il pass all’Unione Europea, dove il documento sarà necessario per viaggiare e durerà 9 mesi, e perché ancora non si sa cosa accadrà con i successivi richiami, con la quarta dose che, ad intervallo breve, sarà riservata solo ai soggetti fragili.
Il sottosegretario Sileri ha poi dichiarato che anche il sistema a zone sarà rivisto.
 Mentre sempre fonti governative hanno bocciato la richiesta delle regioni di eliminare le quarantene per gli studenti positivi asintomatici.
Intanto l’OMS ha confermato il rallentamento della pandemia a livello globale, i casi sono aumentati del 5% nell’ultima settimana. Con andamenti però molto diversi: record di casi in Germania, Russia e Svizzera. Gli stati europei continuano ad andare in ordine sparso: e così se l’Austria ha revocato il lockdown per i non vaccinati, la Svezia prolunga per altre due settimane le attuali misure di restrizione.

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    1) “Continuate a manifestare, l’aiuto sta arrivando”. Donald Trump si rivolge ai civili iraniani e promette un intervento, mentre il numero dei morti continua a salire. (Roberto Festa) 2) Dal Myanmar a Gaza. Il processo per il genocidio dei Rohyinga aperto ieri potrebbe rappresentare un precedente importante per il caso presentato dal Sudafrica contro Israele. (Chiara Ragni - Unimi) 3) Sorveglianza di massa. Come l’ICE traccia in tempo reale la posizione di migliaia di smartphone. (Marco Schiaffino) 4) Francia, al via il secondo grado del processo a Marine Le Pen. Un caso che potrebbe decidere il futuro delle elezioni presidenziali. (Veronica Gennari) 5) Il ritorno di Zapatero. Il ruolo dell’ex premier spagnolo nell’accordo per la liberazione dei prigionieri politici venezuelani. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Rubrica sportiva. Quando la storia arriva sugli spalti. La storia del tifoso congolese che alla coppa d’Africa ha onorato Patrice Lumumba. (Luca Parena)

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    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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