Radio Popolare Home
sostienici

Caso Rackete, esempio di disobbedienza civile: lo Stato italiano dovrà risarcire Sea-Watch

18 febbraio 2026|Andrea Monti
CONDIVIDI
Caso Rackete

Sembra passato un secolo e in un certo senso è così. Era il giugno 2019, prima del Covid, del secondo governo Conte, di quello Draghi e dell’ascesa di Meloni. Da ministro dell’Interno, Salvini dominava la scena politica e mediatica con la sua lotta all’immigrazione, spalleggiato dal Movimento 5 Stelle con cui era alleato. Due mesi dopo quella maggioranza sarebbe andata in frantumi per il tentativo di Salvini di prendersi i “pieni poteri”, ma in quel giugno di sette anni fa il capo della Lega era all’apice del successo e trovò la nemica perfetta in Carola Rackete, giovane comandante di una nave umanitaria che sfidò il divieto di portare a terra un gruppo di migranti, facendo rotta su Lampedusa dopo 17 giorni di attesa in mare.

Definita “sbruffoncella” da Salvini, Rackete fu arrestata ma la giudice per le indagini preliminari non convalidò il provvedimento, perché il comportamento della comandante era giustificato dall’obbligo di portare i naufraghi in un luogo sicuro. Mesi dopo, a inizio 2020, la Cassazione stabilì che l’arresto era stato illegittimo. Poche settimane prima il tribunale di Palermo aveva dissequestrato la nave, rimasta in porto oltre 5 mesi: per quel fermo oggi lo stesso tribunale ha deciso che la Ong Sea-Watch dev’essere risarcita dallo Stato italiano con oltre 76mila euro.

In questi sette anni la stretta contro il soccorso in mare è proseguita, una lunga serie di mezzi umanitari è stata fermata e il prossimo passo potrebbe essere proprio un blocco navale, mentre la magistratura che emette sentenze sgradite al governo – soprattutto sull’immigrazione – continua a subire attacchi politici. In un contesto come questo il caso Rackete era e torna a essere simbolo di una disobbedienza civile non solo lecita ma necessaria, anche se la destra (in particolare Fratelli d’Italia) sta già usando questo verdetto per rilanciare la sua doppia battaglia contro migranti e potere giudiziario.

Segui Radio Popolare su