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Attacchi ai giudici, Mattarella dice basta

18 febbraio 2026|Anna Bredice
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Mattarella Assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura

L’ordine ora è quello di abbassare i toni e così è stato per tutta la giornata, a cominciare dal ministro Nordio, che nel pomeriggio ha fatto una serie di dichiarazioni per dire, in sostanza, “mi adeguerò”. Le parole di Sergio Mattarella hanno lasciato il segno, sia per il loro contenuto, che per la forma e il modo in cui le ha pronunciate perché sono di alto valore simbolico. In undici anni alla presidenza della Repubblica, Mattarella non aveva mai partecipato e parlato ad un plenum ordinario, di norma presieduto dal vicepresidente, e lo ha sottolineato oggi lui stesso. Lo aveva fatto un’unica volta, in occasione, però, di una riunione straordinaria sul caso Palamara. C’era allora da strigliare i componenti del Csm. Stavolta, invece, è intervenuto per difendere il Csm di cui è il presidente: chi colpisce il Csm colpisce anche me, sembra voler dire. Il capo dello Stato probabilmente non avrà gradito in questi mesi i continui attacchi ai magistrati, ma non era mai intervenuto. Questa volta, invece, l’attacco del ministro della Giustizia Nordio, che ha accusato il Consiglio superiore della Magistratura di operare con un sistema para-mafioso, ha rappresentato lo scontro di un’istituzione, il potere esecutivo, contro un’altra istituzione, l’organo di autogoverno dei magistrati. Per questo le sue parole puntuali di oggi: “È necessario un rispetto vicendevole delle istituzioni nell’interesse della Repubblica”. L’intervento del capo dello Stato può segnare un discrimine, una svolta, il passaggio per la destra da una campagna referendaria nel segno della delegittimazione dei magistrati ad una maggiore prudenza e a toni più bassi. Oggi, infatti, Giorgia Meloni è rimasta in silenzio, mandando avanti solo le voci più moderate. La popolarità di Mattarella è sempre alta, visto come un difensore della Costituzione, della stabilità delle istituzioni e della Repubblica. È ascoltato e stimato. Il calcolo che la presidente del Consiglio e i suoi devono fare è sempre quello: alzare i toni e coinvolgere il capo dello Stato potrebbe essere controproducente, potrebbe spaventare gli elettori, soprattutto quelli che non hanno ancora deciso cosa votare.

L’intervento del presidente Sergio Mattarella:

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