Approfondimenti

La serie infinita delle morti bianche, il ventennale dell’assalto alla scuola Diaz e le altre notizie della giornata

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Il racconto della giornata di mercoledì 21 luglio 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Altre tre morti sul lavoro nella sola giornata di oggi in Italia, 20 migranti annegati in mare dopo un respingimento della cosiddetta guardia costiera libica, arresti domiciliari per l’assessore-sceriffo di Voghera che ha ucciso con un colpo di pistola un senza fissa dimora marocchino, il ventennale dell’assalto alla scuola Diaz durante il g8 di Genova, il trionfo NBA “dell’ex clandestino” Giannis Antetokumpo. Infine l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Tre morti sul lavoro nella giornata di oggi: mai i controlli dove sono ?

In Italia nel giro di poche ore si è avuta notizia di tre morti sul lavoro. A Susegana, in provincia di Treviso, un ragazzo di 24 anni è caduto dalla scala di un silos. A Carrara un 54enne titolare di una piccola ditta edile è scivolato dal tetto di un capannone. A Sorbolo, nel parmense, un operaio di 49 anni è precipitato da un’altezza di quattro metri. Marco Bazzoni è un metalmeccanico fiorentino che è impegnato da anni su questo tema e raccoglie le storie delle persone che muoiono sul lavoro nel nostro Paese.

 

Migranti in Libia: un dramma senza fine

230 migranti bloccati dalla cosiddetta Guardia Costiera Libica e riportati a Tripoli, altri 20 annegati in mare.
È successo oggi, secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Nelle ultime 24 ore i respingimenti totali sarebbero stati almeno 500. Lo dice sempre l’OIM.

Il dramma dei migranti – i respingimenti e le morti nel Mediterraneo – si ripetono senza sosta. Nel periodo estivo anche con una maggiore frequenza.

Il nostro inviato Emanuele Valenti è tornato da pochi giorni dalla Libia:

Dopo aver osservato il fenomeno migratorio dall’altra parte del Mediterraneo posso dire che stando così le cose continueremo a sentire notizie come questa ancora a lungo: purtroppo tanti respingimenti e tanti morti nel Mediterraneo.
Quello che succede in mare è infatti l’ultimo anello di una catena lunga e complessa, sulla quale nessuno interviene, perché l’attenzione è tutta sui tentativi disperati di attraversare il Mediterraneo.

Ricordiamo il quadro: l’Europa non vuole che i migranti arrivino e chiede alla cosiddetta guardia costiera libica di fermarli. E questo è quello che succede: i militari libici escono in mare e cercano di fermare le imbarcazioni dei migranti. Come lo fanno? Come possono e in un paese dove – prima con Gheddafi e ora nel dopo Gheddafi – i diritti umani non sono la priorità. Da qui i soprusi in mare e nei centri di detenzione.
Molti libici – anche con un ruolo istituzionale – mi hanno ricordato che per fermare i flussi migratori bisognerebbe intervenire prima, lungo i confini sud, nel deserto, perché la Libia rimane il principale paese di transito per chi dall’Africa e non solo vuole raggiungere l’Europa.

Poi ci sono loro, i migranti, che quasi sempre, a prescindere dai rischi, sono disposti a mettersi in mare. Spesso la loro unica preoccupazione è avere abbastanza soldi per pagare i trafficanti.
E qui arriviamo a un’altra questione. C’è un collegamento trafficanti-guardia costiera. Le organizzazioni criminali hanno una discreta libertà d’azione.
Infine in questo periodo, con il caldo e il mare che lo permette, le partenze sono più frequenti e noi sentiamo più spesso, purtroppo come dicevamo, di respingimenti e di vittime.

Ai domiciliari l’assessore di Voghera che ha ucciso un senza fissa dimora

Alessandro Adriatici, assessore alla sicurezza di Voghera, soprannominato lo sceriffo, visto che era stato poliziotto in paese e girava armato, ieri notte ha incontrato fuori da un bar un senza fissa dimora 39enne di origini marocchine, sicuramente molesto ma con problemi psichiatrici e lo ha ammazzato. E’ stato un colpo accidentale dopo una spintone ricevuto ha detto l’assessore che ora è ai domiciliari accusato di eccesso colposo in legittima difesa. Le telecamere diranno cosa sia davvero successo. Rimane il fatto di un politico che gira per la città armato, già protagonista dei Daspo per chi chiede l’elemosina e della massima; sparare è l’ultima ratio. E della Lega che già lo assolve per legittima difesa, come se ci fosse stata una minaccia reale che non c’era. E rimangono le frasi terribili del gestore del Cafè Cervinia che ha parlando della vittima ha detto: “Questa persona non è assolutamente una vittima, le vittime siamo state noi nel tempo”. Secondo gli anziani al tavolini dei suoi bar Voghera è una tentacolare cittadina assediata da una decina di senza fissa dimora, migranti che importunano i cittadini per bene.

Non tutta Voghera è così, anche se 20 anni di giunte di destra si sentono, Antonio Corbelletti è il presidente dell’Anpi di Voghera:

L’editoriale di Piero Scaramucci il giorno dell’assalto alla scuola Diaz nel 2001

Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 la polizia si accanì su ragazze e ragazzi che erano arrivati in città per le proteste contro il G8 e stavano dormendo nell’edificio. Poche ore prima centinaia di migliaia di persone erano scese in piazza dopo l’omicidio di Carlo Giuliani e c’erano state nuove violenze contro i manifestanti. Il direttore di Radio Popolare era Piero Scaramucci, che quella sera nel giornale radio delle 19.30 firmò questo editoriale da Genova.

 

Antetokumpo: dalla Nigeria, alla Grecia, al trono del basket USA

(di Matteo Serra)

C’è un video che sta circolando un po’ ovunque sui social in queste ore: è datato febbraio 2013 e si vede un ragazzo, di appena 18 anni, che dice a un giornalista che il suo sogno è giocare in NBA. In quel momento il nome di quel ragazzo non lo conosce nessuno, anzi di solito viene trattato male, perché è figlio di una coppia di immigrati nigeriani ad Atene e passa le giornate a vendere scarpe e occhiali contraffatti per strada. 8 anni più tardi, dopo essere giunto in America grazie a un osservatore ed essere entrato nella NBA, il suo nome non solo lo conosco tutti, ma tutti lo celebrano come il nuovo re del basket. Questo perché quel ragazzo, che per tutti ora è solo Giannis Antetokumpo, nella notte ha vinto il titolo NBA, con 50 punti segnati nella partita decisiva, e ha portato la sua squadra, i Milwakee Bucks, alla vittoria del campionato dopo 50 anni. Antetokumpo chiude così un climax inarrestabile fatto di 2 titoli di miglior giocatore dell’anno, uno come miglior difensore e adesso quello di miglior giocatore dei playoff. Quando i genitori di Giannis sono giunti in Grecia nel 1992, il loro cognome era Adetokunbo, cambiato poi in Antetokounmpo per renderlo più assonante al greco. La particella persa, Ade, nella lingua yoruba, vuol dire Re. Da questa notte Giannis l’ha metaforicamente ritrovata.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

La curva dei contagi in Italia continua a crescere. Oggi i nuovi positivi sono 4259, circa 700 in più rispetto a ieri. 21 le vittime, mentre ieri erano state 10. In lieve aumento anche il tasso di positività che è dell’1,8%. Due in più rispetto a ieri i ricoverati nei reparti ordinari. In calo invece i ricoveri in terapia intensiva. Domani il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto con i nuovi parametri. Come ha anticipato il ministro della Salute Roberto Speranza, verranno cambiati anche i criteri che determinano il colore delle regioni, dando più importanza ai ricoveri negli ospedali piuttosto che agli altri indicatori usati finora, come il numero di contagi in rapporto alla popolazione. Al centro delle discussioni e delle polemiche, ci sono i criteri per il Green Pass, che potrebbe diventare obbligatorio per accedere a diversi luoghi e attività come ristoranti al chiuso, cinema, teatri o mezzi pubblici. Da un punto di vista scientifico, non c’è dubbio sull’importanza della doppia vaccinazione per arginare i contagi, come ci ha spiegato Silvio Garattini, presidente dell’istituto Mario Negri.

Se la necessità di vaccinare più persone possibili è indubbia, l’obbligatorietà del green pass, per alcuni aspetti, potrebbe evidenziare alcune problematiche.

Sentiamo il costituzionalista Gaetano Azzariti.

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    Colonialismo e imperialismo. Due concetti che ritornano e forse non se ne sono mai andati. Il dibattito pubblico li usa come sinonimi di alcune eclatanti azioni dell’autoritarismo trumpiano: l’attacco al Venezuela con il rapimento di Maduro, le minacce a mezzo mondo, da Cuba alla Colombia, dalla Groenlandia a Panama. Le ferite del passato, il colonialismo di due e più secoli fa, e il colonialismo di oggi, per alcuni niente di più che protettorati. Pubblica ha ospitato Maria Rosaria Stabili, professoressa emerita di «Storia dell'America Latina» all'università di Roma Tre. Si è occupata nelle sue ricerche di temi come colonialismo, processi di occidentalizzazione, esilio. L’altro ospite è stato Marco Aime, antropologo, africanista e scrittore, già docente di antropologia culturale all'Università di Genova.

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