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La stretta sui controlli anti-COVID nei trasporti, l’operazione contro i No Vax su Telegram e le altre notizie della giornata

COVID GreenPass ANSA

Il racconto della giornata di lunedì 15 novembre 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha rilanciato l’appello all’accoglienza nell’Unione Europea, definendo “sconcertante” quello che sta accadendo tra la Bielorussia e la Polonia. Il Ministero dei Trasporti e quello della Salute hanno annunciato oggi una stretta sui controlli anti-COVID nei trasporti, dai taxi ai treni. Importante operazione della polizia postale contro i No Vax su Telegram, con decine di perquisizioni in 16 città e 17 indagati per istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire le leggi. In Europa lo smog è il principale fattore di rischio sanitario di tipo ambientale, legato in particolare a malattie cardiache e polmonari: lo dice il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente presentato oggi. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia e in Europa.

Mattarella: “È sconcertante quanto avviene a confini dell’Europa”

Parole dure del presidente della Repubblica Mattarella sulla situazione dei migranti al confine dell’Unione Europea, usati dalla Bielorussia come arma di pressione e respinti dalla Polonia. Mattarella parla dell’Europa, di come si comporta – in questo caso ma non solo – verso profughi e migranti:


 

La stretta sui controlli anti-COVID nei trasporti

(di Diana Santini)

Nonostante abbia uno dei tassi di vaccinazione più alti d’Europa e un sistema di restrizioni tra i più rigidi, anche in Italia l’epidemia da Covid conosce in queste ultime settimane un’accelerazione marcata. Da circa due settimane si contano almeno 5mila nuovi casi al giorno, la percentuale di positività dei tamponi è stabilmente sopra l’1% (oggi è al 2%), aumentano i tassi di occupazione di terapie intensive e reparti ordinari, anche se, grazie ai vaccini, non in modo direttamente proporzionale ai contagi. I fattori che contribuiscono a questa ripresa dell’epidemia sono la stagione invernale che, se non altro a livello climatico, è iniziata, l’alto tasso di circolazione virale in molti paesi d’Europa, il calo del coefficiente di protezione dei vaccini ad ormai quasi un anno dalle primissime somministrazioni. 
In questo quadro, mentre il governo e la comunità scientifica stanno ancora valutando la possibilità di stringere le maglie del Green Pass, Ministero dei Trasporti e della Salute hanno emanato oggi un’ordinanza che imprime una forte stretta sui controlli nei trasporti. A bordo dei taxi si viaggerà solo sui sedili posteriori e al massimo in due passeggeri se non si è conviventi. È consigliata l’installazione di paratie per separare il conducente, e la stessa cosa vale per i mezzi pubblici di superficie.
Sui treni i cambiamenti saranno più vistosi: il controllo dei Green Pass dovrà essere fatto a terra, alle porte d’accesso delle stazioni. In caso di passeggeri con sintomi riconducibili al Covid, le autorità sanitarie e la polizia ferroviaria potranno decidere di fermare il treno per procedere a interventi d’urgenza. Misure più stringenti sono previste anche per il trasporto merci su gomma, con gli autisti che non potranno scendere dai camion se sprovvisti di mascherina. Nessun ritocco è stato invece previsto per le capienze dei mezzi pubblici, che restano all’80%.

L’operazione della polizia postale contro i No Vax su Telegram

(di Chiara Ronzani)

Gli agenti della polizia postale infiltrati nei canali Telegram passano i messaggi che ritengono interessanti alla procura di Torino, specializzata in terrorismo ed eversione. Quelli minatori sono tantissimi, come i riferimenti ad atti di violenza: impiccagioni, gambizzazioni, fucilazioni. L’invito a prendere le armi e scendere in piazza, ad andare sotto il palazzo a lanciare bombe. Tra gli obiettivi dei No Vax indagati per istigazione a delinquere, medici, scienziati, poliziotti e giornalisti, fino al presidente del Consiglio Draghi, accusati di essere complici o responsabili di quella che definiscono “dittatura”. 
Le perquisizioni sono state in 16 città. Ci sono le grandi Roma, Milano e Torino, ma anche le piccole come Varese, Cremona, Ancona, Siena, Salerno, a dimostrazione che i negazionisti si trovano a nord, centro e sud, nelle metropoli e nelle province. Un indagato, commerciante siciliano, invitava a lanciare bottiglie di acido ai poliziotti durante le manifestazioni. In casa sua ne è stata trovata una tanica. 
Ora spetterà ai magistrati decidere se si tratta di farneticazioni virtuali, oppure di parole che preludono all’azione. Di certo c’è che i partecipanti alle chat non si sono lasciati intimorire. Dopo la notizia delle perquisizioni, hanno iniziato a minacciare i magistrati che conducono l’indagine. 
Gli iscritti a questi gruppi sono decine di migliaia. Alcuni di loro sono incensurati. Altri hanno una lunga lista di precedenti. 
Non si sa se tra loro ci sia l’indagato che incitava ad una nuova marcia su Roma.

Lo smog in Europa è il principale fattore di rischio sanitario di tipo ambientale

Oggi l’Agenzia europea dell’ambiente ha presentato un rapporto sull’inquinamento dell’aria che certifica i suoi effetti sulla salute sia a livello continentale sia a livello nazionale, e per l’Italia ci sono brutte notizie.

(di Andrea Monti)

Se in India lo smog porta a chiudere le scuole, come è stato deciso nelle stesse ore in cui a Glasgow finiva la Cop26, in Europa la situazione è migliorata ma rimane grave. Lo dice il documento dell’Agenzia dell’ambiente che riguarda il 2019, quindi l’ultimo anno prima della pandemia. In quei dodici mesi, si legge nel testo, le persone morte prematuramente a causa del problema sono state 364mila. Di questi casi, 17mila sono attribuiti all’ozono e 40mila al biossido di azoto, ma la maggior parte – 307mila – riguardano le particelle di “particolato fine” chiamate pm2,5. Secondo il rapporto almeno il 58% dei decessi legati a questo tipo di sostanza si poteva evitare, se in tutti gli Stati dell’Unione la concentrazione non avesse superato i 5 microgrammi al metro cubo, obiettivo fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità. In questo contesto nel 2019 l’Italia è stata il paese con più vittime attribuite al biossido, 10.600, e il secondo dopo la Germania per quelle legate all’ozono (circa 3mila da noi) e al pm2,5 (quasi 50mila). L’unico aspetto positivo emerge se si guarda agli ultimi anni nel loro complesso: tra 2018 e 2019 la qualità dell’aria in Europa è migliorata, dice l’agenzia, e la cosa si inserisce in una tendenza di lungo periodo, favorita dalle politiche di riduzione delle emissioni che si sono concretizzate. Se si considera solo il particolato pm2,5, in tutta l’Unione le morti premature sono diminuite di circa un terzo tra 2005 e 2019. Resta il fatto, dice il rapporto, che in Europa lo smog è il principale fattore di rischio sanitario di tipo ambientale, legato in particolare a malattie cardiache e polmonari.

Arrestato Steve Bannon, l’uomo che voleva conquistare il mondo e vedeva in Trump e Salvini i suoi profeti

(di Luigi Ambrosio)

Al culmine della popolarità del governo gialloverde, quello tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, quando Salvini imperversava contro i migranti al grido di “chiudere i porti” e quando il grillino Di Maio coniava il termine “taxi del mare” contro le Ong, Steve Bannon si trasferiva in Italia. A Collepardo, in provincia di Frosinone. Meno di un’ora e mezzo di auto da Roma.
L’ideologo del trumpismo aveva appena fondato “The Movement”, con cui si proponeva di conquistare l’Europa consegnandola al sovranismo alle europee del 2019. E vedeva nell’Italia la testa di ponte ideale.
E così era riuscito a ottenere la gestione della Certosa di Trisulti, abbazia dell’anno mille.
Bannon considerava il nostro paese un laboratorio a livello internazionale per le politiche della destra sovranista, al pari degli Stati Uniti di Trump. “L’Italia è il centro del mondo” diceva.
E Salvini era il campione di quell’Italia. Bannon lo amava: “Salvini è un leader mondiale, un simbolo”.
Ex militare, Bannon era stato l’ideologo di Trump nonché lo stratega della campagna elettorale vincente del 2016. Per la prima volta, il linguaggio e i temi della alt-right, la destra radicale statunitense non si limitavano a proliferare su Internet ma diventavano protagoniste della scena politica.
La vittoria di Trump aveva accresciuto la reputazione di Bannon fino a convincerlo che avrebbe potuto conquistare il mondo. In India vinceva Modi. In Brasile, Bolsonaro. Serviva però l’Europa.
La Brexit era il migliore degli auspici. Poi però le cose, alle europee, sono andate diversamente e il vecchio continente respingeva l’assalto grazie ai paesi dell’Europa occidentale. Nasceva la maggioranza Ursula. Cadeva Salvini. Iniziava un’altra storia, e alla fine anche Trump sarebbe stato sconfitto. Non dopo il tentativo eversivo dell’assalto al Campidoglio. Oggi Bannon è stato arrestato perché si è rifiutato di dire al Congresso quello che sa di quel tentativo. Consegnandosi all’Fbi ha inveito:
“Combatteremo sempre il regime di Joe Biden”. Non dalla certosa di Trisulti, che i giudici hanno riconsegnato al Ministero dei beni culturali nel luglio di quest’anno.

Comunione e Liberazione, si dimette il presidente Carron

(di Fabio Fimiani)

Dimissioni per tutelare il movimento, ribadendo l’obbedienza al Papa. Si possono leggere in questo modo quelle che ha dato il presidente di Comunione e Liberazione don Julian Carron.
La remissione del mandato a Francesco è arrivato quasi a sorpresa, un anno prima di quello stabilito dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, anche se la tensione tra Cl e Jorge Bergoglio c’è da tempo.
Tra le varie riforme della Chiesa Cattolica intraprese dal Papa c’è pure quella dei movimenti, spesso conservatori, una delle architravi del pontificato di Karol Woytyla, sostenitore anche di Opus Dei, Focolarini, Legionari di Cristo oltre a Comunione e Liberazione.
Basta presidenze a vita, e mandati alla guida per massimo dieci anni. Sono vari gli scandali, più o meno raccontati o celati, che hanno coinvolto i carismatici fondatori/fondatrici di queste organismi della Chiesa Cattolica.
L’oggetto dello scontro con Cl riguarda in particolare i Memores Domini, i laici consacrati del movimento. Quasi due mesi fa Papa Bergoglio li aveva commissariati con l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, aderente del movimento.
La presidente Antonella Frongillo è accusata di gravi colpe nella gestione del governo, la traduzione dal linguaggio ecclesiale è quella di non voler aderire alla riforma dello statuto con la fine delle presidenze a vita.
La decisione di Francesco era arrivata dopo che Carron e Frongillo avevano mandato, all’inizio di settembre, il vicepresidente Davide Prosperi all’incontro tra i movimenti e il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita sulle riforme volute da Bergoglio.
Ai Memores aderiscono le suore che accudiscono Papa Ratzinger e l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
Carron era a capo di Cl dal 2005, ed era stato indicato dal fondatore don Luigi Giussani. In questi sedici anni ha riportato il movimento maggiormente verso l’aspetto ecclesiale, in anticipo con gli scandali che in Lombardia hanno coinvolto numerosi dei suoi esponenti, soprattutto quelli impegnati in politica e nella Compagna delle Opere, lasciando uno stigma su tutti.
Una traversata per certi aspetti non ancora terminata, vista la massiccia presenza di aderenti di Cl nell’istituzione regionale e negli enti collegati come la sanità, molto superiore a quella nella società lombarda.
Con le dimissioni Carron, 74 anni, spagnolo, e fuori dai giochi molto terreni dell’era politica, ha così messo il movimento di fronte ad un ulteriore passaggio di rinnovamento, e di recupero dello spirito originario ecclesiale, fatto di obbedienza alla Chiesa e al Papa in primis.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

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    A come America di martedì 13/01/2026

    A cura di Roberto Festa con Fabrizio Tonello

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 13-01-2026

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    A come America di martedì 13/01/2026

    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

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    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

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    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

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