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Referendum, Meloni a Milano parla di “traguardo epocale” e attacca la magistratura

12 marzo 2026|Raffaele Liguori
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Presidio Meloni Milano ANSA

Meloni è stata accolta al Teatro Parenti al grido di “Giorgia, Giorgia”. A Milano il suo partito, Fratelli d’Italia, ha organizzato l’evento di chiusura della campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo. Al calore da tifo della platea del Parenti, Meloni ha risposto con un intervento dai toni pacati, sicuramente più pacati delle ultime esternazioni.
“Non vogliamo rinunciare al traguardo epocale di riformare la giustizia”: così la presidente del consiglio ha esordito, informando i suoi di una sfida che deve essere ancora combattuta.
Meloni si è fatta portavoce di quello che è stato il clou degli interventi politici della destra in questa campagna referendaria: mettere sulla graticola la magistratura. Un attacco ai magistrati concepito come denuncia di un’attitudine delle toghe a far male: condannare anziché assolvere, liberare anziché detenere.
Tutte le volte che dal palco del Parenti hanno preso forma attacchi ai magistrati, la risposta dalla platea di militanti e quadri del partito meloniano
è stata di applausi scroscianti.
Silenzio indifferente, invece, quando il giurista Sabino Cassese, in collegamento da Roma, ha difeso la riforma Meloni-Nordio sostenendo che porta ad un aumento dell’indipendenza della magistratura. L’enfasi del professore sembrava voler strappare un applauso, ma alle sue parole la platea del Parenti è rimasta muta, senza alcun applauso, segno che l’indipendenza delle toghe, da queste parti, non è un valore che suscita passioni.

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