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Referendum. L’opposizione ora promette unità per battere Meloni alle politiche

24 marzo 2026|Anna Bredice
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“La promessa che vi dobbiamo fare è l’unità”. Così ha urlato Elly Schlein da un palco improvvisato in piazza Barberini, con lei, in un abbraccio molto ampio, c’erano tutti gli altri, il Campo Largo al completo, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e la piazza intanto cantava “siamo tutti antifascisti”. La foto della vittoria, quindi, c’è stata. La promessa è l’unità ed è già la prima sfida da affrontare, appena finiti i festeggiamenti per un risultato quasi imprevedibile per le proporzioni. È la prima sfida perché arrivare uniti alle politiche è un percorso che avrà diversi ostacoli, ci sono le primarie per scegliere il leader. Giuseppe Conte ha accettato di farle, è stato il primo a commentare il risultato e a parlare di primarie, Schlein da tempo era disponibile, ma su come farle è tutto da decidere. Il rischio è di chiudersi ora nel recinto delle leadership, delle ambizioni del leader dei Cinque Stelle, nella conta di chi ha più voti, nelle differenze tra partiti. Perché il mondo fuori, di chi ha votato No e soprattutto quella grande fascia di giovani, dai 18 ai 25 anni, che si è mobilitato per andare ai seggi, chiede ora di essere ascoltato. Sono studenti, ragazzi che hanno votato per la prima volta o magari finora lontani dalla politica. La segretaria del Pd ha ringraziato i giovani, lo ha fatto subito, hanno portato in dote la maggioranza dei No per fascia di età, arrivano da mesi di proteste per Gaza, contro i decreti sicurezza, per una Costituzione che per loro vuol dire garanzia di diritti sociali e civili e ora vogliono essere ascoltati e magari anche contare nella scelta della priorità di una coalizione che deve presentarsi al voto. È stato un voto politico, la prima sconfitta per il Governo, manca poco alle prossime elezioni, la sensazione tra tutti, ieri, compreso Matteo Renzi, che era nella stessa piazza per le prime dichiarazioni insieme ad Avs, i due estremi di una coalizione, è che la destra si può battere, l’unità tra partiti è già un grande inizio.

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