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A Parigi il nuovo sindaco è il socialista Grégoire. La sinistra vince nelle maggiori città francesi, ma cresce la destra

23 marzo 2026|Francesco Giorgini
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Per le strade di Parigi, ieri sera in bicicletta a festeggiare la vittoria. È l’immagine del nuovo sindaco della capitale, ex vicesindaco uscente, il socialista Emmanuel Grégoire, eletto con 10 punti di vantaggio sull’ex ministro della cultura di Macron ed ex ministro della giustizia di Sarkozy, Rachida Dati, malgrado la concorrenza a sinistra della candidata del partito di Jean-Luc Mélenchon. Parigi a sinistra tutta, con un totale per la gauche di quasi il 60%, e vittoria larga anche a Marsiglia, sempre per un socialista, essendo uscente Payan, con la desistenza, questa volta, della sinistra radicale contro il candidato di estrema destra, che arriva comunque al 40%. Vittoria serrata, meno di tremila voti, infine a Lione, per il sindaco uscente ecologista contro i due turni una laboriosa alleanza con il partito di Mélenchon. Alleanze laboriose tra le due sinistre, vittoriose di poco a Lione, appunto, o a Nantes, ma sconfitta altrove, e malgrado un buon primo turno, come a Tolosa, Brest o Clermont-Ferrand, passata a destra dopo 80 anni di sindaci di sinistra. Più in generale, dopo la vittoria in attesa della sinistra radicale al primo turno, i ballottaggi rafforzano invece il Partito socialista, largamente prima forza della sinistra nei Comuni, a cominciare dalle grandi città. La destra tradizionale è il primo partito locale, soprattutto nelle città medie, mentre all’estrema destra manca la conquista di due grandi città, Tolone e Nîmes, ma con l’alleato Éric Ciotti, conquista un bastione della destra come Nizza, e si rafforza e si consolida nelle città medie e piccole, in particolare nel sudest e nel nord del Paese.

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