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Referendum, carnevale, filastrocche

L'ambrosiano di Marco Garzonio

La coincidenza tra carnevale e campagna per il Referendum suggerisce di prendere con spirito la situazione e approfittare dello scherzo per dire cose veritiere. Come Arlecchino.

Viva viva il carnevale
c’è campagna elettorale,
sora Giorgia, cranio scaltro,
ha problemi e parla d’altro.

Anni aspettano le cure
donne, anziani e creature?
«Separiamo le carriere
lo sognava il Cavaliere».

Chiudon fabbriche ogni giorno,
di lavoro ce n’è un corno?
«Sorteggiamo i Componenti,
distruggiamo le correnti».

Senza casa è il ceto medio,
povertà non ha rimedio?
«Due Consigli Superiori
scacceran tutti i malori!»

La bolletta costa cara,
far la spesa è cosa amara?
«Dai bei centri in Albania
i migranti mandan via!».

Viva viva il carnevale,
c’è campagna elettorale,
la Meloni, Colombina,
di bugie fa lezioncina

«Gli eletti sotto la legge?
Il diritto si corregge:
magistrati e tribunali,
son l’origine dei mali!».

 

Non riforma la Giustizia,
ch’al Palazzo vuol propizia;
la bilancia dei poteri,
che reggeva sino a ieri,

dal Governo è ribaltata;
maggioranza conquistata
col piemme al suo servizio
chi vuol lui porta in giudizio.

I processi duran anni
vuoti restano gli scanni
non assumon magistrati
hanno in uggia i carcerati:

questa sì è la situazione
a cui porre correzione!
Il referendum? L’espediente
per sviare tanta gente,

fare credere ai distratti
che ci son nemici e matti,
mentre son per loro cosa ria
libertà e democrazia.

Viva viva il carnevale
con campagna elettorale:
«Dove vai? Sono cipolle!»
così Giorgia affronta il Colle.

Con la maschera o anche senza
va svegliata la coscienza
che dei NO faccia valanga
e la destra al fin si franga!

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