Migranti, la nuova stretta del governo: dai blocchi navali ai cellulari vietati nei Cpr

Il dettaglio del disegno di legge sull’immigrazione approvato oggi dal governo è ancora incerto, perché al momento sono circolate solo delle bozze, e bisogna basarsi su quelle per spiegare a cosa potrebbe portare questo provvedimento. La parte sulle Ong prevede blocchi navali fino a 6 mesi e tra le ragioni possibili c’è quella che viene definita “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”. Una formula vaga, che potrebbe essere contestata in tribunale, e che sembra lasciare ampio margine al governo per decidere arbitrariamente se applicare il blocco. Chi lo violerà rischierebbe multe fino a 50mila euro e la confisca della nave in caso di nuova violazione.
Tra le altre misure che erano state ipotizzate c’era una cosiddetta “salva Almasri”, che in sostanza avrebbe legalizzato quello che era stato fatto con il generale libico e avrebbe autorizzato a rifarlo in caso di situazioni simili, ma alla fine questa norma non dovrebbe esserci. È prevista invece una parte che riguarda le strutture di detenzione delle persone migranti e stabilisce che a quelle persone sia imposto un uso del cellulare molto limitato.
Apparentemente un modo per imporre a livello nazionale un divieto di fatto di utilizzare liberamente il telefono che finora era stato deciso dalle singole strutture, e che per esempio a Milano è stato contestato con successo in tribunale. Ci sono poi norme su altre questioni, dalle espulsioni ai ricongiungimenti, e c’è tutta una parte di attuazione del patto europeo sulla migrazione del maggio 2024.
Nel complesso quindi continua la stretta su questo tema iniziata ben prima del governo Meloni ma inasprita da quando è in carica, e perfettamente in linea – appunto – con le decisioni politiche europee: pensiamo alle votazioni di ieri al Parlamento di Strasburgo sui cosiddetti paesi sicuri, che hanno certificato nuovamente lo spostamento a destra dell’Unione sull’immigrazione. Anche quello in corso da anni, anche quello in ulteriore accelerazione.
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