Olimpiadi. Pochi turisti in Valtellina, scongiurato il rischio dad per le scuole

Le previsioni legate alle Olimpiadi invernali in Valtellina parlavano di traffico in tilt e centinaia di studenti costretti alla didattica a distanza. Un allarme lanciato in vista delle gare che, però, non si è concretizzato. E l’impatto, almeno sulle scuole superiori, si è rivelato molto più contenuto del previsto.
All’Istituto Pinchetti di Tirano, l’unica superiore della zona, la dad è stata attivata soprattutto per i ragazzi dell’Alta Valle, oltre Bormio, dove tra strade chiuse e meno corse – per via della soppressione di alcune linee di superficie – scendere a valle era complicato. All’inizio si temeva che restasse a casa fino al 40% degli studenti. “In realtà siamo scesi sotto il 10%”, spiega la dirigente Rossana Russo. Una situazione scongiurata dall’organizzazione autonoma di genitori e studenti, grazie alla quale “la didattica a distanza è rimasta residuale”. Ma anche da ingressi leggermente flessibili, ragazzi maggiorenni che si sono spostati in auto, genitori che si sono alternati: così il diritto allo studio in presenza è stato difeso, non senza polemiche.
Gian Franco Dell’Acqua, genitore e promotore di una raccolta firme con oltre 600 adesioni contro il ricorso alla dad, parla di “nessuna risposta dalle istituzioni” e di un allarme traffico che non si è realizzato: “Si temeva l’ingorgo, ma abbiamo visto autobus straordinari quasi vuoti e meno traffico di un normale weekend invernale. Le famiglie si sono organizzate, di fatto facendo il contrario di quello che si voleva ottenere”.
Per la prima volta la didattica a distanza è stata attivata non per una pandemia o un’emergenza climatica, ma per un grande evento sportivo. Alla prova dei fatti, però, la Valle non si è fermata. E la scuola in presenza, grazie soprattutto a studenti e famiglie, ha retto più di quanto si pensasse.
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