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Migranti. Diritto d’asilo sotto attacco in Europa e l’Italia vara il blocco navale contro le Ong

Migranti

L’Europa ha rivisto ieri la lista dei Paesi considerati sicuri mettendo nell’elenco anche gli stessi che condanna per le repressioni delle libertà (come la Tunisia o l’Egitto) e peggiora ulteriormente il diritto d’asilo affermando che la protezione internazionale può essere delegata a Paesi terzi e i migranti deportati. “Per quale motivo un Paese dovrebbe accettare i richiedenti asilo che noi non vogliamo? Per soldi. E cosa succederà quando ci chiederanno più soldi, come già successo in passato? L’Europa diventa ricattabile. Quindi è un accordo molto miope dal punto di vista politico oltre che ignobile dal punto di vista dei diritti delle persone”, commenta Cecilia Strada, europarlamentare eletta da indipendente nel Pd, che ha partecipato ai lavori della commissione. In Italia il Governo vara la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali in caso di “minacce all’ordine pubblico” o alla sicurezza nazionale o di una fantomatica “pressione migratoria”. “Sono norme totalmente in contrasto col diritto internazionale e con la nostra Costituzione. E pongono anche molteplici elementi di criticità, ad esempio sul respingimento di navi che battono bandiera di un Paese straniero così come sulla definizione di pressione migratoria”, analizza Barbara Antonelli, Direttrice Comunicazione Sos Méditerranée. Di fatto è una criminalizzazione delle persone migranti e delle Ong, senza pensare che i salvataggi in mare della società civile sono meno del 10% (la stragrande maggioranza li realizza la Guardia Costiera), così come i migranti che arrivano senza documenti in Italia erano nel 2024 66mila contro più di 450mila arrivati regolarmente. Ma si parla solo di “clandestinità”.

Ascolta Cecilia Strada:

Ascolta Barbara Antonelli:

Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia

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