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Quirinal party 12/01/22 – Letta e Salvini, accordo in vista?

Enrico Letta Salvini Meloni ANSA

Seduto su un divano della villa sulla via Appia, Sgarbi prende il telefonino. Al suo fianco, Berlusconi. Dall’altra parte della linea, un deputato. Sgarbi lo saluta e gli dice: “ti passo il presidente”. La campagna acquisti Berlusconi la fa anche così, con la complicità di chi gli fa da telefonista. Berlusconi non ha i numeri, si continua a ripetere, però Pd e 5 Stelle stanno pensando di uscire dall’aula se si arrivasse alla quarta votazione, quella a maggioranza assoluta, nel timore che pure tra i loro ci possano essere franchi tiratori favorevoli a Berlusconi. E per mettere gli altri, i centristi in primis, di fronte alle loro responsabilità.
Sì, ma poi?

Di fronte al rischio Berlusconi, un po’ con la scusa della pandemia, e sopratutto per scarsezza di altre strategie, quella che sembrava una battuta è diventata una ipotesi, che già ieri Letta aveva evocato. Il Pd chiederebbe a Mattarella di restare. Almeno un anno, un anno e mezzo. E attorno al nome del capo dello Stato si addensano schemi e ipotesi, tanto che il Quirinale inizia a sentirsi sotto assedio. Ieri sera all’assemblea dei 5 Stelle alla Camera hanno pure litigato. “Facendo il nome di Mattarella mettete in difficoltà Conte” hanno urlato alcuni deputati ai colleghi favorevoli al bis. Pd e 5 Stelle da soli non eleggono nessuno e allora il piano consisterebbe nel coinvolgere Salvini. Sulla base di un semplice ragionamento: Berlusconi i numeri non li ha, la riconferma di Mattarella fa tirare il fiato a tutti, la legislatura non finisce in anticipo e ciascuno ha il tempo di pensare al futuro. Poi dopo le elezioni pensiamo al successore. Un piano rischioso per quel che resta del centrosinistra, figlio della paura di perdere tutto

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  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

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    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

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    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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