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Quei cinquanta banchi vuoti del liceo Visconti

Ore e ore sui registri degli anni Trenta, nelle stesse aule frequentate dagli studenti di allora, che però in quell’anno scolastico ’38-’39, improvvisamente sparirono: come in una scena del film Arrivederci ragazzi, diventarono quasi come fantasmi, inghiottiti dal buio delle leggi razziali.

Il banco vuoto, espulsi perché ebrei: 5.400 in tutta Italia, solo a Roma 1.500 ragazzi cacciati dalle scuole pubbliche.

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Le “leggi razziali” del fascismo, che vietarono agli ebrei l’iscrizione a scuola, l’insegnamento e i matrimoni misti furono imposte nel settembre del 1938, guarda caso pochi giorni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Quando a ottobre il nuovo anno cominciò nel Liceo classico Visconti di Roma, cinquanta banchi erano vuoti.

Il 10 per cento di tutti gli studenti del Liceo Ginnasio “Ennio Quirino Visconti”, il più antico della capitale, nato nel 1870, e ancora oggi uno dei più famosi di Roma.

E gli studenti di oggi cercano tra le pagine dei registri di quegli anni la storia e il destino di quei cinquanta compagni, bravi a scuola, con ottimi voti, perché anche questo dicono i registri, cacciati e in molti casi accolti dalla scuola ebraica, in altri casi fuggiti all’estero o al riparo ma soprattutto salvi, nessuno di loro finì deportato nei campi di concentramento. Si salvarono dalla persecuzione razziale e dalla deportazione dell’ottobre del ’43.

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Nella giornata della Memoria alcuni studenti del Visconti presentano una ricerca sui compagni ebrei espulsi. Hanno consultato i registri confrontandoli anche con quelli della scuola ebraica, per capire dove andarono dopo il 1938. Ne emerge tra le classi del ginnasio e del liceo un numero notevole di studenti ebrei, del resto molti vivevano nella zona del Portico d’Ottavia, in Largo Arenula, a pochi passi dalla scuola.

Sentiamo dalla voce degli studenti i risultati della ricerca, ma anche le impressioni provate, perché è difficile non immedesimarsi con chi tanti anni prima è entrato nella stessa classe, sedendosi negli stessi banchi.

prima voce visconti

Tra gli studenti che frequentarono il Visconti molti politici che si opposero al fascismo: Raffaele Persichetti, morì nella battaglia di Porta San Paolo nel ’43, frequentò il liceo e poi vi insegnò storia dell’arte. Tra gli studenti anche Romualdo Chiesa, politico e partigiano che fu ucciso alle Fosse Ardeatine.

Nei registri gli studenti del Visconti hanno trovato tante informazioni. Sentiamo:

seconda voce visconti

Le leggi razziali si abbatterono anche sugli insegnanti, espulsi dalle cattedre di ogni ordine e grado. A guidare il lavoro degli studenti nella ricerca che verrà presentata lunedì è stata la professoressa Romana Bogliaccino, che si augura che anche altre scuole possano cercare nei loro archivi e registri un pezzo di storia, che non è solo la storia della scuola, ma anche dell’Italia di allora.

terza voce visconti

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    Anna Bredice
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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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