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Licenziamenti nello staff di Giuli, tensione tra il ministro e Palazzo Chigi

11 maggio 2026|Anna Bredice
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Giuli NL

Saltano teste importanti al Ministero della Cultura, dove non c’è pace da quando la destra è al governo. Il ministro Giuli ha licenziato Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Ministero, ed Elena Proietti, capo della segreteria del ministro. È lo staff vicino a Giuli e sono anche due nomi che contano dentro Fratelli d’Italia. È per questo che il ben servito dato dal ministro fa molto rumore. Giuli ufficialmente non ha detto nulla.

Dal Ministero trapela che i motivi del licenziamento sono diversi per l’uno e per l’altro. Merlino perché era al corrente del mancato finanziamento al film su Regeni, una scelta che Giuli pubblicamente aveva criticato, ritenendola inaccettabile. L’altro addio ad Elena Proietti sarebbe da imputare a un suo mancato appuntamento in aeroporto per partecipare al viaggio di Giuli a New York, una motivazione che appare piuttosto insolita. Merlino è figlio di Mario Merlino, esponente della destra appartenente ad Avanguardia Nazionale.

Il figlio, Emanuele, è molto vicino a Fazzolari, così come Elena Proietti è esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Umbria. Lollobrigida si è affrettato a stemperare le tensioni, ma nello stesso tempo imponendo che i due restino dentro ai ministeri, che a loro venga dato un altro posto. Probabilmente la decisione di Giuli è stata ritenuta piuttosto impulsiva anche dalla stessa Meloni.

Se da un lato è probabile che il dietrofront di Giuli sul film su Regeni sia anche questo frutto del nuovo corso più moderato della destra post-referendum, è anche vero che i due licenziamenti così importanti forse hanno a che fare con una lotta interna a Fratelli d’Italia, collegabile alla diatriba tra Giuli e Buttafuoco da un lato e alle scorie rimaste dopo l’addio imposto alla direttrice Venezi alla Fenice, un altro esempio di un clima non proprio sereno dentro i partiti di governo.

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