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Per la destra Vannacci è un problema ma lo deve tenere dentro

12 maggio 2026|Luigi Ambrosio
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Vannacci

A destra non hanno molte alternative: Vannacci se lo devono tenere dentro la coalizione, se vogliono vincere di nuovo le elezioni politiche. Quantomeno se si dà retta ai sondaggi.
Il 4% attribuito al generale che ama la Decima Mas è in gran parte sottratto a Lega e Fratelli d’Italia. E siccome – secondo i sondaggi – se si votasse oggi le due coalizioni se la giocherebbero sul filo, quel patrimonio di voti potrebbe risultare determinante. Correndo da solo, Vannacci potrebbe far perdere l’attuale maggioranza. E su questo lui gioca. Sullo spingere sempre più a destra il dibattito, per tenere sotto schiaffo Meloni e Salvini e poi andare a trattare una posizione di rilievo nella coalizione. E’ un gioco ad alto rischio anche perché contestualmente il governo sta cercando di imporre l’ennesima riforma: una legge elettorale che garantirebbe un premio abnorme alla coalizione vincente in termini di seggi parlamentari. Immaginiamoci cosa accadrebbe se una destra ad alto tasso vannacciano vincesse le elezioni.
Ma quanto può crescere Vannacci? Al momento nessuno può dirlo anche se lui è già riuscito a portare nel dibattito temi che fino a poco tempo fa erano ancora tabù, nonostante tutto, a cominciare dalla remigrazione. Il risentimento nei confronti di una classe politica che non fornisce risposte esaurienti alle paure crescenti di chi si sente minacciato dalla crisi economica, dalle rivoluzioni tecnologiche, dalle guerre, dall’immigrazione rimane alto; la sfiducia si misura con l’astensionismo e, in un Paese in cui è dai tempi di Bossi e Berlusconi, passando per Grillo e poi Meloni che si soffia con successo sul fuoco dell’antipolitica, Vannacci potrebbe rappresentare la prossima fiammata. La più pericolosa.

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