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«Autoritarismi in democrazia» 5
«Autoritarismi in democrazia» 5
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«Autoritarismi in democrazia» 5
A CURA DI:

Raffaele Liguori

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Cinquant’anni fa il golpe militare in Argentina. La violenza dei generali destituisce Isabel Martinez Peron. I criminali che occupano abusivamente le stanze del potere a Buenos Aires scelgono la tattica del nascondimento. Le parole usate nascondono il loro reale significato e le azioni criminali commesse hanno conseguenze non visibili per le strade, non ci sono cadaveri, non si vedono corpi straziati. E’ in questo contesto che gli scomparsi diventano un caso e le madri delle scomparse e degli scomparsi un movimento politico. Le madres non chiedono una memoria dei propri cari non attraverso il racconto del dolore delle vittime, bensì attraverso il ricordo delle ragioni per cui le vittime erano scomparse. Argentina 1976-2026 è stato il tema dell’incontro alla Casa della Cultura del 24 marzo scorso per il ciclo “Autoritarismi in democrazia”. Ospite la scrittrice Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia, e autrice del libro «Le pazze. Un incontro con le madri di Plaza de Mayo» (Castelvecchi 2026). Sofia Borri, figlia di una desaparecida argentina, ha portato una testimonianza di quei primi anni della dittatura argentina e dell’impegno delle “madres” per i diritti umani. La madre di Sofia Borri si chiamava Silvia Roncoroni, fu sequestrata nel 1978, a 35 anni, dalla polizia militare e non fece più ritorno a casa.
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