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Pubblica di lunedì 16/03/2026
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Pubblica di lunedì 16/03/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

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All’attacco dei magistrati. Giorgia Meloni, presidente del consiglio dei ministri, leader di Fratelli d’Italia, appare sempre più guidata da quest’obiettivo politico. Nelle recenti uscite pubbliche, quasi ogni occasione è stata quella buona per attaccare i magistrati, per attribuire loro responsabilità a cui non possono più sottrarsi e per le quali il “Sì” al referendum è una sorta di atto di riparazione. E’ una giustizia malata, quella che ha in mente Meloni. Ma è anche una giustizia che non merita alcuna cura. Anzi, merita una punizione. E per far questo la presidente del consiglio mette a soqquadro una delicata architettura costituzionale pensata ottant’anni fa dai e dalle costituenti. Com’è noto, il progetto Meloni-Nordio spezza in due il Consiglio superiore della magistratura e introduce un’autorità disciplinare con il potere “magico” di essere anche il giudice d’appello delle proprie decisioni. E’ quindi probabile che anche in questi ultimi sei giorni che ci separano dall’apertura dei seggi il 22 marzo (resteranno aperti anche lunedì 23 fino alle 15), è probabile che in questi ultimi sei giorni sentiremo pronunciare dalla presidente del consiglio attacchi ai magistrati “irresponsabili”, a quelli che non pagano quando sbagliano. Un repertorio, a cui Meloni ha aggiunto nei giorni scorsi un apocalittico: «se vince il No ci saranno figli strappati alle madri e stupratori in libertà”, per colpa dei magistrati. Pubblica ha ospitato oggi Carlo Galli, filosofo della politica, docente di storia delle dottrine politiche all’università di Bologna, autore di “Tecnica” (Il Mulino, 2026).
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