

Strage di via Palestro. Deaglio: "Ci fu una strategia politico-militare che curava gli interessi di un'imprenditoria del nord"
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Strage di via Palestro. Deaglio: "Ci fu una strategia politico-militare che curava gli interessi di un'imprenditoria del nord"
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Redazione
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La notte del 27 luglio 1993 un'autobomba esplode in via Palestro, davanti al Padiglione di Arte contemporanea. Muoiono un agente della polizia locale, tre vigili del fuoco e Moussafir Driss, che allora dormiva su una panchina e a cui Radio Popolare dedicò l'Ambrogino d'oro. È una strage rimasta "praticamente oscura nelle modalità di esecuzione e in parte negli autori" dirà una storica sentenza della Corte d'Assise di Firenze nel 2011, ma che fece parte di un più ampio progetto di destabilizzazione del Paese tra il '92 e il '94 con la partecipazione di soggetti esterni a Cosa Nostra. Su quanto ci dice oggi quell’attentato, ascoltiamo Enrico Deaglio, giornalista che raccontò quei fatti.
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