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Bonifica e non bonifici: la lotta contro i PFAS nell'Alessandrino
Bonifica e non bonifici: la lotta contro i PFAS nell'Alessandrino
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Bonifica e non bonifici: la lotta contro i PFAS nell'Alessandrino
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Redazione

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Nella storia italiana disseminata dai disastri ambientali va a processo stamattina una storia pluridecennale quella della ex Solvay di Spinetta di Marengo (ultima udienza preliminare con imputati due ex dirigenti della società) e dell’inquinamento da PFAS, una storia prima taciuta, poi negata e infine emersa grazie agli studi epidemiologici che i comitati di cittadini si sono finanziati e poi da quelli ufficiali di Arpa e Regione Piemonte, come ci spiega Lorenza Neri che fa parte del comitato Stop Solvay, che con il movimento "Ce l’ho nel sangue", denuncia da anni la contaminazione nell'area di Spinetta Marengo. Oggi il tema non è il processo, ma il suo svuotamento con una campagna di risarcimenti portata avanti dalla multinazionale chimica Syensqo (ex Solvay) che ha già pagato 100mila euro al Comune di Alessandria e offre 8mila euro a ogni cittadino danneggiato. “Ci aspettiamo che regione Piemonte e ministero dell’Ambiente che sono all’interno del processo non accettino alcuna transazione economica è una posizione politica che pretendiamo venga presa”. Fine produzione e bonifiche sono le richieste, sempre le stesse. Ma cosa sono i PFAS? La spiegazione di questo “inquinante eterno” è affidata a Alessandro Gianni, responsabile relazioni scientifiche di Greenpeace Italia. Le interviste di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
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