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Alla Biennale Teatro di Venezia un grido poetico evoca la sofferenza dei migranti di ogni tempo
Alla Biennale Teatro di Venezia un grido poetico evoca la sofferenza dei migranti di ogni tempo
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Alla Biennale Teatro di Venezia un grido poetico evoca la sofferenza dei migranti di ogni tempo
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Redazione

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La performance “Cries”, fra le proposte della Biennale Teatro 2026 di Venezia, dà voce alla sofferenza umana, a tutti coloro che hanno vissuto la schiavitù, lo sradicamento e la migrazione nel corso dei secoli ispirandosi alla poesia e al teatro antico e moderno, dal pensiero del rifugiato del poeta Giorgos Seferis e al lamento di Ecuba delle Troianedi Euripide a Brecht, Anagnostakis, Vrettakos, Warsan Shire, fra gli altri. Sono testi e parole, raccolti da Taxiarchis Deligiannis e Vasilis Tsiouvaras, di una memoria collettiva che si intrecciano in un flusso continuo alle musiche originali di Alexandros Drakos Ktistakis, in scena con il suo ensemble insieme alle voci del baritono Georgios Iatrou e dell’attore e regista Christos Stergioglou. L'intervista di Ira Rubini a Christos Stergioglou.
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