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Flotilla: dopo lo sdegno, i timori per gli attivisti
Flotilla: dopo lo sdegno, i timori per gli attivisti
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Flotilla: dopo lo sdegno, i timori per gli attivisti
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Redazione

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L’indignazione e, ora, la preoccupazione per il destino degli attivisti della Global Sumud Flotilla, umiliati da Israele con condizioni di detenzione lesive della dignità e insultati dal ministro Ben Gvir. Intanto, il team legale della ong Adalah riferisce di aver raccolto dagli attivisti denunce di violenze, abusi e umiliazioni. Gli italiani tra i sequestrati sono 29. Due di loro, il giornalista Alessandro Mantovani e il deputato Dario Carotenuto, sono i primi a essere stati rilasciati ed espulsi. Le preoccupazioni per gli altri 27 riguardano, in queste ore, soprattutto le sei persone che erano già finiti in un carcere israeliano lo scorso autunno. Il presidente della Repubblica Mattarella ha parlato di azione “infima e incivile” e sottolineato che gli attivisti sono detenuti illegalmente dal governo di Tel Aviv. Il Governo ha preso posizione con parole nette e ha convocato l’ambasciatore israeliano. Dalle persone che hanno protestato davanti a Montecitorio e dalle forze di opposizione arriva, però, la richiesta che alle parole seguano i fatti, come la sospensione degli accordi commerciali con Israele e le sanzioni contro Ben Gvir. Questioni da portare anche in sede europea. Sentiamo le interviste a Tatiana Montella, avvocata del team legale che segue la Global Sumud Flotilla, e a Arturo Scotto, deputato del partito democratico, che era a bordo della Flotilla lo scorso autunno. Le interviste di Luigi Ambrosio.
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