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Guerra all’Iran, giorno 5: la scommessa del logoramento
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Redazione
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A ogni attacco una reazione, per ora la guerra scatenata da Trump e Netanyahu contro l’Iran è in questo scenario: “Non è contemplabile al momento una via d’uscita. Tutti gli attori scommettono sul tempo e su come allungare il conflitto possa fiaccare l’avversario: l’Iran punta a una guerra di usura resistendo al tentativo di capitolazione, mentre Usa e Israele puntano a esaurire le scorte di missili iraniani” spiega Luigi Toninelli, analista dell’ISPI, esperto di Medio Oriente. Allo stesso tempo, la continuità della linea politica del regime iraniano con la nomina del figlio di Khamenei, molto legato ai pasdaran, ci dice del tentativo di serrare le file degli ayatollah, mentre Trump si appella ai peshmerga curdi in Iran e Iraq per aprire un fronte interno. Mentre Ori Goldberg, analista israeliano, ci spiega il sostegno alla guerra da parte dell’opinione pubblica israeliana: “Non è il cambio di regime l’obiettivo che sta cercando Netanyahu, ma è mantenere il potere dimostrando che, costi quel che costi, le vite ebraiche valgono più di tutte le altre”. Le interviste di Cinzia Poli, Claudio Jampaglia e Martina Stefanoni.
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02/03/2026

