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La guerra spinge l'inflazione: l'Europa deve correre ai ripari
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Redazione
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In Europa i rincari dell'energia trainati dalla guerra di Trump-Netanyahu hanno spinto l’inflazione dal 1,9% al 2,5%, riaccendendo i timori per prezzi, bollette e tassi BCE. La Commissione europea chiede di ridurre i consumi di idrocarburi e paventa razionamenti. Ma cosa può fare l'Unione? "Intanto non fare gli errori precedenti, cioè provare a risolvere il problema con la politica monetaria, manovrando con i tassi", spiega Francesco Saraceno, Professore di macroeconomia internazionale ed europea a Sciences Politiques a Parigi che ci mette in guardia sulle scelte dei governi che nel 2022 hanno avvantaggiato solo i redditi più alti (come spiega nel suo libro "Oltre le banche centrali"). "E poi agire nei punti dove si bloccano le catene del valore". Poi è evidente che chi ha investito in energie rinnovabili, come la Spagna, è meno dipendente dai prezzi degli idrocarburi, ma questo dipende da scelte macroeconomiche generali e non congiunturali. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia
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