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La rete di Epstein in Italia: ci sono affari e relazioni basate sugli stupri?
La rete di Epstein in Italia: ci sono affari e relazioni basate sugli stupri?
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La rete di Epstein in Italia: ci sono affari e relazioni basate sugli stupri?
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Redazione

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Un esposto alla procura di Roma dell'associazione Differenza Donna chiede di chiarire il coinvolgimento nella tratta, nell'abuso e negli stupri eventuali di cittadini italiani nel caso degli Epstein Files. "Abbiamo raccolto l’invito dei rapporteur delle Nazioni Uniti a non lasciar cadere dei fatti così gravi e approfondire la dimensione del caso, oltre gli aspetti giornalistici”, spiega Ilaria Boiano, avvocata e Co-Responsabile dell’ufficio legale dell'associazione. Così, spulciando i file, si vede quanto sia citata l’Italia come luogo di incontro delle relazioni di Epstein: Capri, Amalfi, Venezia, Roma, Milano. Gli affari legali in superficie e il traffico sono poi accompagnati da sfruttamento di donne e minori? “Riteniamo fondamentale la trasparenza e chiediamo un approfondimento. Non si tratta di torbide storie, ma di quando la sessualità diventa potere e violenza. È la cultura dello stupro che lega le relazioni anche internazionali di affari e potere. Ci sono strutture che si chiamano fuori, ma le strutture organizzate avrebbero dovuto sapere ed agire, in prevenzione o almeno in fase di denuncia”. Negli Usa Pam Bondi, la ministra di Giustizia, viene accusata di non aver dato seguito alle denunce e segnalazioni. Era responsabilità delle istituzioni. E Bank of America ha patteggiato 72,5 milioni di dollari per chiudere la class action che la accusava di aver agevolato il giro di traffico sessuale del milionario. Da noi ci sono responsabilità? L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia a Ilaria Boiano.
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