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Primavera Sound 2026: cinque giorni di musica, spettacolo e attivismo a Barcellona

08 giugno 2026|Elisa Graci
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Primavera Sound 2026, foto di Elisa Graci

Dal 3 al 7 giugno 2026, Barcellona ha ospitato la 24esima edizione del celebre festival Primavera Sound, confermandosi ancora una volta uno degli appuntamenti musicali più importanti d’Europa. Come ogni inizio giugno l’evento si è tenuto al Parc del Fòrum, affacciato sul mare, che ha accolto migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo.
Il festival si è aperto il 3 giugno con una giornata inaugurale gratuita animata da artisti come Wet Leg, Guitarricadelafuente e Yard Act, creando subito un’atmosfera festosa e coinvolgente.
Nelle giornate successive si sono alternati sul palco alcuni dei nomi più importanti della scena musicale internazionale con un programma che ha offerto un mix di rock, pop, elettronica e musica alternativa, capace di soddisfare pubblici diversi e di ogni età.

Primavera Sound 2026, foto di Elisa Graci

La prima vera giornata del festival Giovedì 4 è stata segnata da un forte temporale. Dopo i concerti di Men I Trust e l’attesissimo e bellissimo concerto dei Geese la situzione meterologica è precipitata. Pioggia intensa, raffiche di vento e temporali hanno costretto gli organizzatori a interrompere parte della programmazione e a cancellare alcuni dei concerti più attesi della serata tra i quali quello dei Massive Attack che si sono detti “devastati” da questa cancellazione. In un loro post sui social hanno comunque manifestato comprensione e affetto per i fan e gli organizzatori del Primavera Sound per cui hanno un grande rispetto.Dopo il caos e la delusione causati dal maltempo del giorno precedente, venerdì 5 giugno il Primavera Sound ha ritrovato il suo ritmo naturale, regalando una delle giornate più intense e partecipate dell’intera edizione. Con il cielo finalmente sereno, migliaia di persone hanno riempito il Parc del Fòrum per una maratona musicale che ha attraversato generazioni e generi diversi.
La serata è stata dominata dal ritorno dei leggendari The Cure, protagonisti di uno dei concerti più attesi del festival. Robert Smith e compagni hanno proposto una scaletta ricca di classici, trasformando il palco principale in un momento di celebrazione collettiva tra post-punk, new wave e atmosfere malinconiche. Il loro show è stato il vero evento della giornata pieno di emozione, anche nelle parole e nell’espressione di un Robert Smith in grandissima forma.

Primavera Sound 2026, foto di Elisa Graci

Tra le performance più apprezzate anche quelle di Ethel Cain, che ha conquistato il pubblico con un set intenso e cinematografico, e di Slowdive, capaci di creare un’atmosfera sospesa e sognante nelle prime ore della serata.
Sabato, la giornata conclusiva è stata quella che ha meglio rappresentato lo spirito del festival: grandi headliner, sorprese dell’ultimo minuto, momenti di forte impatto politico e una lunga notte di musica che si è protratta fino all’alba.
La grande sorpresa della giornata è stata l’apparizione di Olivia Rodrigo, annunciata poco prima del suo concerto. Uno dei momenti più emozionanti è stato il duetto con Robert Smith, che ha unito simbolicamente due generazioni di artisti sul palco del Primavera.
Tra i concerti più attesi figuravano anche quelli di The xx, un ritorno atteso, di My Bloody Valentine e il loro leggendario e confermatissimo muro del suono e Big Thief con un suono caldo e incantevole.
A notte fonda è arrivato il momento dei Gorillaz, protagonisti di uno dei concerti più affollati dell’intero festival. Damon Albarn e la sua band hanno trasformato il Parc del Fòrum in una vera festa. Durante lo show sono saliti sul palco ospiti come Little Simz, Mos Def (Yasiin Bey) e membri dei De La Soul.
Alle 3 del mattino gran finale con Kneecap (con Grian Chatten) e Peggy Gou, che hanno chiuso il festival tra rap, attivismo, elettronica e migliaia di persone ancora in pista fino alle prime luci del mattino.

Primavera Sound 2026, foto di Elisa Graci

Oltre alla musica, l’edizione 2026 del Primavera Sound ha avuto anche una forte dimensione politica e sociale. Durante la serata conclusiva, l’attivista palestinese Aarab Barghouti è salito sul palco prima dell’esibizione dei Gorillaz, lanciando un appello a sostegno della popolazione di Gaza e dei diritti del popolo palestinese. Nel suo intervento ha ricordato la situazione dei detenuti palestinesi e ha invitato il pubblico a continuare a mobilitarsi per la pace e la giustizia. Il suo discorso è stato accolto da applausi e cori di solidarietà, come Free Free Palestine, confermando il ruolo del festival come spazio di espressione culturale e di impegno civile.
L’attenzione verso i temi sociali è stata visibile anche nell’identità stessa del festival, che quest’anno ha adottato il messaggio “No War” come slogan all’ingresso del Parc del Fòrum, sottolineando una posizione apertamente pacifista e di riflessione sui conflitti internazionali.

Primavera Sound 2026, foto di Elisa Graci

Con una partecipazione di circa 287.000 persone, il Primavera Sound ha confermato il suo ruolo di riferimento nel panorama musicale internazionale, trasformando ancora una volta Barcellona in una capitale della musica dal vivo per cinque giorni di concerti, cultura e incontro tra artisti e pubblico.
E fino all’anno prossimo (sarà la 25esima edizione!), muchas gracias Barcelona!

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