Premio Strega: le brutte frasi su Michela Murgia del favorito Michele Mari

Avete presente il noto format televisivo in cui quattro ristoranti sono in sfida? Si conclude con le chef e gli chef chiusi in un van, che li porta verso il ristorante vincitore, un tragitto spesso punteggiato da dialoghi velenosi. La vicenda delle presunte e malaugurate esternazioni di Michele Mari su Michela Murgia durante un viaggio fra una tappa e l’altra del tour del Premio Strega, mentre discuteva con Teresa Ciabatti, ce lo ha sarcasticamente ricordato. Mari è il favorito dello Strega 2026, è un grande scrittore e poeta, ha scritto per La Repubblica e Il Manifesto, è figlio del noto designer Enzo Mari e della famosa disegnatrice Iela Mari. Come ha potuto dire una volgarità da bar, come quella che definirebbe Murgia aggressiva e violenta perché brutta? Un momento di lucida follia? Un delirio di onnipotenza che gli ha fatto dimenticare dove e con chi si trovava? Un livore covato per antichi dissapori con Murgia? Forse. Ma verrebbe da pensare che Mari, 70 anni, sia esempio e vittima di una tendenza generazionale che, da sinistra a destra, si ostina ancora a valutare una donna, in questo caso anche grande scrittrice e intellettuale, partendo dall’aspetto fisico, dalla presunta instabilità emotiva femminile, dall’isteria che tanti maschi anziani, anche di sinistra, si ostinano a invocare appena vengono criticati, per svilire un’opinione scomoda, quando espressa da una donna. La Fondazione Bellonci ha già preso le distanze, dichiarando che: “Ritiene ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”. Come finirà? Con un esclusione, con le scuse, con le dimissioni di Mari? Sinceramente, poco importa. Conta l’amarezza per la probabile conferma di un virilismo geriatrico che in Italia non vuole arrendersi.
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