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Un futuro con qualche trucco e molta incertezza

Per il futuro del sito di Expo il parco della scienza, del sapere e dell’innovazione prende forma con la gara per la definizione del piano urbanistico e la ricerca dell’operatore unico che gestirà l’intera operazione.

La gara presentata la scorsa settimana anche a Londra prevede un’area di 480 mila metri quadri di verde e una possibilità edificatoria che varia da 250.000 a 480.000 metri quadri di superficie lorda di pavimento.

Fin qui tutto rispetta la delibera che il consiglio comunale milanese ha approvato nel 2011.

La prima polemica sugli obiettivi della gara di Arexpo nasce dall’intenzione di aggiungere a queste possibilità edificatorie le costruzioni legate a Human Technopole, voluto da Renzi e il campus universitario dell’università Statale di Milano, considerate strutture di pubblico servizio che porterebbero il totale del costruito ad almeno 680 mila metri quadri.

Un aumento della densità edificatoria che potrebbe modificare la sostanza della operazione stessa. La prima contestazione viene dal consigliere di Milano in Comune Basilio Rizzo che ha ricordato l’impegno preso fin dai tempi della giunta Moratti nel 2011. Impegno vincolante che non può essere modificato se non dal consiglio comunale stesso e che fissava l’indice di edificabilità in 0,5 metri quadri per ogni metro quadrato di superficie. Tra l’altro l’area del sito Expo è per il 90 per cento di pertinenza del comune di Milano e il piano urbanistico relativo non può che competere al suo consiglio comunale.

L’altro elemento di contestazione riguarda la dislocazione dell’area a verde: quei 450 mila metri quadrati ritenuti l’elemento qualificante della intera operazione ed in linea con gli obiettivi del post expo. In questo caso l’ipotesi di lavoro va in senso opposto rispetto alle intenzioni iniziali perché viene dato quasi per scontato che quell’area verde sarà suddivisa in due o tre parchi, cambiando nella sostanza la stessa idea di parco.

Tornando al Masterplan, entro la fine di febbraio 2017 si prenderanno in considerazione le offerte più convenienti. Ci sarà quindi la selezione del vincitore e infine il Masterplan definitivo che delineerà lo sviluppo dell’area. Il vincitore della gara avrà anche l’onere della gestione dell’intera operazione a fronte di un canone annuo che sarà versato alla società Arexpo.

Una operazione valutata 2 miliardi di euro, ammesso che le imprese interessate trovino conveniente insediarsi sul sito. Anche per questo sta prendendo piede l’idea di creare sul sito una zona libera da tassazione.

Restano poi le altre contestazioni a partire da quella del Movimento 5 Stelle che ha chiesto che il bando sia sospeso in “autotutela” fino a quando non sarà chiarito il problema delle bonifiche dei terreni del sito e dell’acqua inquinata. Per questo hanno presentato un esposto alla procura.

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    Michele Crosti
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