Radio Popolare Home
sostienici

Politica: a destra è la solita propaganda, a sinistra è la solita debolezza

16 luglio 2026|Luigi Ambrosio
CONDIVIDI
Elly Schlein, Riccardo Magi, Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte ed Angelo Bonelli partecipano al sit-in contro la riforma della legge elettorale, Montecitorio
A destra l’argomento formidabile per fare campagna elettorale lo possiedono ed è da parecchio che hanno iniziato a usarlo. A sinistra sono fermi al palo. In estrema sintesi la situazione è questa, nei giorni in cui si parla con insistenza di elezioni anticipate.La destra va forte con le campagne contro gli immigrati, in particolare quelli islamici, ma in generale contro gli stranieri. Quelli poveri si intende. Slogan come remigrazione, espulsioni; gare a chi scrive il più draconiano decreto sicurezza; appelli alla spietatezza corroborati da un impianto mediatico che alimenta un clima di esasperazione diffusa. A destra vanno così forte che il loro problema è la concorrenza interna: Meloni, Salvini, Vannacci, tutti contro tutti ad accaparrarsi il titolo di più miglior difensore dell’italianità sotto scacco dell’immigrazione. Eppure l’Italia ne ha di problemi che sarebbero la priorità: il lavoro, la stagnazione economica pluridecennale, il clima, i salari, l’impoverimento, il gap tecnologico, il declino industriale, l’assenza di una visione strategica che non sia ridotta al turismo, la sanità, i trasporti, la scuola e se ne potrebbero aggiungere molti altri. Ma le elezioni si giocano sull’immigrazione, i maranza, i reati di strada. La responsabilità è anche delle opposizioni. La loro richiesta di elezioni anticipate è durata meno di 24 ore. Lo sanno bene che se si votasse oggi sarebbe un problema: non hanno un programma comune, non hanno un leader condiviso. Si tirano le coltellate sulla politica estera e non parlano la stessa lingua in economia. Hanno visioni ideologiche distanti. Non basta proporre un Cln contro il fascismo. Non funziona. Non bastano le dichiarazioni. Servono progetti credibili. Oppure vincerà di nuovo il populismo di destra.
Segui Radio Popolare su