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Ora Meloni ha due strade: dimissioni o governicchio

15 luglio 2026|Luigi Ambrosio
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Giorgia Meloni

Quel “serve una riflessione” affidato ai social e non a un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi dà la misura delle intenzioni. Meloni vuole provare a tenersi tutte le porte aperte nonostante decine di parlamentari della sua maggioranza le abbiano votato contro. Se la presidente del Consiglio avesse la coerenza e il coraggio che chiedeva ieri alle opposizioni si dimetterebbe, perché da ieri non c’è più una maggioranza e al suo posto ci sono tre partiti in guerra tra loro pur restando formalmente alleati.Ma quel “serve una riflessione” significa solo che la guerra vuole vincerla lei. Forza Italia e Lega avevano l’interesse a tirare la trappola a Meloni. Salvini ogni giorno che passa prima delle elezioni perde voti a favore di Vannacci. Marina Berlusconi è da tempo che lo dice che questo spostamento a destra sull’onda del generale non le piace. Meloni stessa potrebbe pensare che in questo momento le opposizioni non sono ancora pronte, che Futuro Nazionale non è ancora esploso, che l’onda di indignazione contro “i traditori” potrebbe aiutarla e insomma perché no. Intanto, addita al popolo dei social il capro espiatorio della sinistra che ha voluto il voto segreto per nascondere il fallimento. Ma questi sono tatticismi. Dopo che decine di parlamentari della tua maggioranza ti hanno votato contro in una prova di forza che tu stessa avevi drammatizzato con quel “ciascuno si assuma le proprie responsabilità” che sapeva di questione di fiducia, la sola cosa da fare sarebbe andare al Quirinale a dimettersi. Il governo che avrebbe dovuto cambiare l’Italia sceglie di vivere alla giornata in assenza di visione, facendo calcoli di opportunità, come un governicchio qualunque dei tempi che furono.

 

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